giovedì 26 marzo 2009

Considerazioni sull'evoluzione dell'editoria digitale di Giuseppe Sterlicco

1 - Da lettore e da scrittore mi colpisce e mi terrorizza il fatto che la nuova tecnologia abbia, a poco a poco, messo le mani sul Libro.
L'avvento di internet e della digitalizzazione ha colpito, in un modo almeno per il momento lieve, il campo della letteratura e di tutto ciò che ruota intorno ad un Libro stampato.
Il Libro è diventato eBook.
Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa trasformazione?

2 - Stampare un Libro è faticoso e dispensioso sia per uno scrittore che per un editore.
Le parole che schizzano fuori dalla penna di uno scrittore subiscono un lungo e tormentato iter prima di finire su di uno scaffale.
Molto spesso alla realizzazione di un Libro partecipano, direttamente e indirettamente, un bel po' di persone: in primis lo scrittore, la casa editrice (l'editore, i collaboratori), i canali di distribuzione, le librerie, i lettori.
Questo lungo ciclo porta non poche spese finanziare da parte di chi investe nelle parole di uno scrittore.
L'eBook sembra ovviare questo problema di natura per lo più pratica: il Libro viene digitato, corretto e puff, è sulla rete. Nessuna mediazione tra lo scrittore e il lettore che può comprare direttamente sulla rete il libro del suo autore preferito senza dover recarsi in libreria, perdersi tra scaffali e scaffali di libri, aspettare lughe file alla cassa: tutto è veloce, in perfetta sintonia col mondo moderno, il mondo tecnologico, sempre più affamato di velocità e risparmio.
Ma cosa può succedere se si ricorre all'uso sfrenato dell'eBook? Cosa succederà quando il libro videolutico avrà rimpiazzato definitivamente (e credo che succederà, purtroppo) il Libro stampato? Qual'è il rovescio della medaglia? Cosa si perderà?

3 - Innanzitutto ci saranno sempre più case editrici fai da te (alcune già esistono, www.lulu.com) che elimineranno non solo il legame tra scrittore e libreria ma anche tra scrittore ed editore: lo scrittore sarà l'editore di se stesso, correggerà le bozze, provvederà alla copertina, alle note, alla promozione. In secondo luogo nasceranno sempre piccole case editrici emergenti che proporranno nuovi scrittori-virtuali.
Da giovane scrittore emergente non potrei esserne più entusiasta: finalmente non saranno i soliti ''grandi'' nomi a ruotare intorno al circolo letterario di domani.
Ma facendo sparire l' ''idea'' del Libro, eliminando la traccia Fisica del Libro, si eliminerà anche la genuinità dell'opera. E non perché l'operazione videolutica falsifichi il tutto (anzi, avverrebbe il contrario) ma perché così facendo una qualunque persona inizierà a scrivere e sfornare eBook a raffica in funzione delle vendite (e del fatto che la difficoltà nel pubblicare sparisca del tutto) e non in funzione di ciò che è realmente la scrittura per chi scrive.

4 - Ci saranno tanti scrittori, forse più di quelli che esistono oggi, ma quest'eccesso che all'apparenza sembrerebbe giovare alla scrittura non farebbe altro che distruggere le scrittura stessa: se oggi i ragazzi sono quantomeno non attratti dai Libri in generale (apparte i fenomeni da baraccone del momento), figuriamoci quando i Libri spariranno definitivamente dal mondo, sostituendo il contatto delle dita tra le pagine di carta con uno schermo bianco e una freccetta per andare al verso successivo!
I lettori di domani, i lettori-videoludici saranno completamente diversi dai nostalgici lettori di oggi. Se il Libro rimanda a un mondo fatto di emozioni e sensazioni (non credo dimenticherò facilmente le prime quindici copie del mio libro di poesie sparse per la stanza) l'eBook costituisce (e costituirà) un mondo fatto di simboli e sentimenti preconfezionati, una sorta di piccola fabbrica virtuale intorno alla quale lo scrittore, il lettore e tutto ciò che è intorno alla letteratura dovrebbe ridefinire e riscrivere i propri limiti.

Il rapporto tra arte e mondo digitale e nello specifico tra Libro e eBook è un campanello d'allarme per gli anni che verranno. Così come il telefono ha spodestato il telegrafo (assorbendone il funzionamento e la funzione ma modificandone i modi e l'espressione) anche l'eBook spodesterà il Libro consegnando la scrittura (e qualsiasi forma d'arte) direttamente in mano al mondo digitale e sarà sicuramente interessante, curioso e terrorizzante scoprire cosa succederà.
L'ipotesi che tante figure ''lavorative'' spariranno per far fronte alla ''macchina'' è più di una banale ovvietà: è realtà e sarà realtà.
L'unica consolazione è che dietro alle parole digitate in carattere TIMES NEW ROMAN si nasconda un essere umano sensibile e intelligente, con l'anima di un giullare, dotato di stomaco, cuore e cervello: tutto ciò che serve a uno scrittore per restare tale anche se gli anni passano e i tempi e i modi cambiano.

Giuseppe Sterlicco
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6 commenti:

  1. Elena Camperlingo28 marzo 2009 19:51

    Le considerazioni di Giuseppe Sterlicco sull'editoria digitale inquadrano in modo chiaro lo scenario dell'ebook con i suoi vantaggi e svantaggi. La questione del libro elettronico ha scatenato poi delle reazioni a catena, si è parlato infatti di letteratura e di sapere digitale. Ogni giorno sentiamo o leggiamo del fenomeno "internet", da cui ognuno di noi, in misura maggiore o minore, si sente influenzato. Il messaggio che sembrano volerci comunicare è che bisogna difendersi da questa rapida evoluzione tutelando la nostra civiltà. Anche Sterlicco, a mio avviso, non sembra prendere una posizione netta, ponendo l'accento sull'inevitabile fine del libro stampato. Quando G.Luigi Beccaria nel suo "Per difesa e per amore", parla della lettura come un'esperienza elitaria, lamentando il fatto che solo il 51% degli italiani legge un libro ogni 12 mesi e che i giovani ancora meno si interessano ai libri o ai quotidiani, ha sicuramente ragione ed è proprio qui la risposta. I tempi cambiano, si cercano nuovi stimoli, nuove scoperte, nuovi mezzi d'espressione e noi non dovremmo rifiutare ma anzi accogliere queste novità. Come possiamo rifiutare il progresso? Se i giovani preferiscono navigare in "rete" piuttosto che sfogliare le pagine di un libro allora l'avvento dell'ebook potrà loro far scoprire il piacere di una lettura diversa. Diversa non in quanto cambia il contenuto ma solo la forma; a tal proposito vorrei citare una considerazione tratta da "Il mondo digitale" di Ciotti e Roncaglia, i quali affermano che la cultura del libro non è destinata a scomparire, ma a conoscere un'altra tappa importante della sua evoluzione millenaria. Continueremo a leggere romanzi o poesie, come è stato per secoli, ma lo faremo attraverso nuove forme di testualità.

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  2. Marilena Caccavale29 marzo 2009 16:11

    Dal mio punto di vista l’introduzione dell’e-book se da una parte potrebbe non essere accettata della vecchia generazione che preferisce comprare e leggere i libri “tradizionali”, dall’altra sarà accolta con entusiasmo dalla nuova che sarà affascinata da questo nuovo tipo di “lettura virtuale”.
    Il vantaggio più evidente del libro elettronico è che non occupa spazio: : può essere archiviato con semplicità in un disco fisso, su una chiavetta portatile, e rintracciato facilmente in pochi secondi dal Computer.
    Ulteriori vantaggi sono:
    1. L’immaterialità che favorisce la tutela ambientale in quanto la produzione della carta, comporta uno spaventoso consumo di acqua, che rilascia nell'ambiente sostanze tossiche e inquinanti, ma soprattutto di alberi causando un aumento di anidride carbonica nell'atmosfera che influenza fenomeni come l'effetto serra ed il riscaldamento globale.
    2. La trasmissibilità in quanto attraverso l’etere, un libro può esser trasmesso da un capo all'altro del pianeta, a costi inferiori a quelli che si affronterebbero per il trasporto di un libro cartaceo.
    Probabilmente l’unico svantaggio dell’e-Book è che per essere utilizzato richiede un minimo di competenza informatica.
    L’introduzione di questa “trasformazione” dovrebbe essere quindi considerata come un processo di cambiamento che porta all'innovazione e al progresso.

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  3. Marina Francese29 marzo 2009 17:56

    Concordo pienamente con quanto commentato dalla mia collega.
    Le parole di Giuseppe Sterlicco hanno inquadrato quello che sarà il futuro molto prossimo del libro, che rappresenta un importantissimo mezzo di comunicazione. Lo è stato soprattutto in passato, quando non c'era ancora il concetto di immediatezza nella ricezione delle informazioni da trasmettere. Ma, proprio per questo, probabilmente il libro è uno strumento legato al passato, e che deve adattarsi all'evolversi della società e delle tecnologie. I dati (oserei dire disastrosi) citati sopra sulla percentuale di persone che si dedica alla lettura, e ancor più quelli che indicano l'interesse dei giovani a questo tipo di approccio alla cultura, dimostrano la necessità di una "rivoluzione" in questo senso. Quale può essere l' eBook.
    Sicuramente i risvolti di questo tipo di cambiamento non saranno totalmente positivi: si sa, dove c'è troppa velocità ed efficienza si perde sempre qualcosa. Il piacere di scoprire le cose autonomamente, ad esempio. O, peggio ancora, l'originalità dei contenuti. é necessariamente un approcco diverso, ma penso che in entrambi i casi gran parte del lavoro sia delegato alla mente del fruitore, e ai tipi di scelte che vuole fare (anche a livello contenutistico). Quindi perchè demistificare così tanto l'eBook?
    Penso che ogni sorta di cambiamento porti sempre all'arricchimento e a qualcosa di buono, e che spesso gli effetti negativi dipendano dal libero arbitrio di ognuno di noi, dall'uso che si fa degli strumenti che abbiamo a disposizione.

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  4. Francesca Abitante29 marzo 2009 22:36

    Mi dispiace ma non mi trovo del tutto d'accordo con le colleghe riguardo a quest'argomento. Si, da un lato può essere anche una buona cosa....può essere un vantaggio, un segno di progresso, un modo per andare incontro alla gente... Ma il libro scritto, a mio parere, non si tocca. Il fascino di recarsi in libreria, cercare tra gli scaffali, il fascino di sfogliare le pagine una per una,la soddisfazione nel leggere l'ultima di esse per poi riporre il libro accanto agli altri ed essere orgogliosi di averne aggiunto un altro a quelli già letti sono cose che non possono essere rimpiazzate da uno schermo. E lo dice una che per preparare l'esame di letteratura italiana ha dovuto, purtoppo, ricorrere a questo metodo nel caso di alcune opere...e si è trovata malissimo.
    Certo, questo è solo il mio parere...ma a mio avviso, non c'è paragone. Perciò ben venga il progresso, ma non in tutti i casi. L'importante è che le cose non si escludano a vicenda. L'introduzione dell'eBook, vantaggioso per molti aspetti, ribadisco, non deve necessariamente escludere la tradizione del buon libro stampato. Le due realtà dovrebbero semplicemente convivere...perciò non vi nascondo che un futuro senza libri "concreti" un pò mi spaventa.

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  5. Concetta Clemente1 aprile 2009 10:41

    "Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima",(Marco Tullio Cicerone).
    Leggendo questa frase ho subito immaginato una stanza vuota con una luce offuscata,ad una parete una scrivania con sopra un computer e un ragazzo ad essa seduto, che "si distrae" a leggere l'ultimo best seller uscito, mentre risponde agli amici che lo contattano in chat ed aggiunge nuove foto al suo profilo. E questa realtà non è difficile da immaginare, neanche troppo futura, essa è il nostro presente: basta guardare le stanze delle nostre case, o meglio ancora guardarci intorno negli autobus o per strada per capire che ormai la tecnologia, con le sue innovazioni, pian piano sta sostituendo le "sudate carte" degli scrittori con files contenenti eBooks, i nuovi libri in formato digitale. Molto presto i nostri scaffali saranno vuoti, occupati solo da piccoli oggetti capaci di riprodurre ciò che invece occuperebbe pagine e pagine, ma "indegni" di sostituirli, i libri. Sinceramente la mia mente non è in grado di immaginare scrittori fai da te , editori fantasma, gente che sotto l'ombrellone invece di un libro, dalle pagine sfogliate dal vento o segnate da granellini di sabbia, porta i-pod o mini computer con cui chattare, mentendo di leggere. Cosa saremo noi in questo futuro che ormai si sta quasi sostituendo al presente? Uomini distratti, con cuffie alle orecchie, con occhi incollati agli schermi, incapaci di socializzare, di intrattenere rapporti con gli altri. I libri digitali non faranno altro che impossessarsi delle emozioni che si intrecciano alle pagine dei libri veri, quelli che puoi toccare con mano, che puoi stringere a te e chiudendo gli occhi ti regalano sensazioni favolose facendoti immaginare uomini valorosi, amori,ma anche crude realtà quotidiane e ti fanno sentire protagonista ogni volta che si volta pagina. La sintonia con i libri avviene già al momento della loro scelta: perdersi tra decine di copertine, in libreria, colorate o monocromatiche, con scritte grandi o piccole, con immagini o senza ma tutte da prendere, sfogliare e assaporare leggendone un pezzetto, acquistarli orgogliosi per poi sventolare la busta per strada, come bambini. Mentre scegliere un libro in formato digitale si riduce in una fredda lettura di titoli, all'apparenza tutti uguali, che non lascia alcuna emozione. E quando i nostri figli vorranno ascoltare delle fiabe, noi cosa faremo? Metteremo loro davanti un computer o nelle loro orecchie delle cuffie, rendendoli schiavi della tecnologia già da piccoli? Non sarebbe invece più bello sfogliare un bel libro illustrato con loro e sentirci felici e fieri quando, una volta che avranno imparato a leggere,continueranno la lettura mentre noi lì accanto già stiamo sognando? Il mio, comunque, non è un no alla nuova tecnologia o all'uso di essa, (in quanto in alcuni casi essa può anche essere molto “utile” per l’uomo) ma un voler conservare tradizioni sin ora millenarie che hanno fatto la storia, e spero che ancora la faranno.
    "All'infuori del cane, il libro è il miglior amico dell'uomo. Dentro il cane è troppo scuro per essere letto" (Groucho Marx).

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  6. Rossella Dell'Anno8 aprile 2009 15:02

    Giuseppe Sterlicco ha sicuramente inquadrato sia i pro che i contro rispetto al problema dell'eBook,ma concordo maggiormente con gli elementi che vanno contro questa editoria digitale.Forse la mia è una visione un pò tradizionalista e un pò controcorrente vista la tecnologia che fa sempre più progressi arrivando a sostituire persino i libri,ma dal mio punto di vista,non si possono mettere a paragone le sensazioni e gli stimoli che derivano dalla lettura di un libro,dal tatto che si ha con un quest'ultimo,e la fredda lettura di un libro che scorre su un display.Preferire l'editoria digitale sarebbe come in un certo senso annullare tante piccole tappe che precedono e fanno parte dell'acquisto di un libro e che sono a dir poco piacevoli per le persone che amano i libri.Sarebbe come privarsi di tante piccole sensazioni.

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