mercoledì 14 aprile 2010

Giornale in ateneo - n°4

Per questa settimana il compito per gli studenti coinvolti è quello di approfondire il rapporto tra verità e responsabilità dei media sullo sfondo della vicenda che ha recentemente coinvolto alcuni operatori di Emergency in Afghanistan.
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12 commenti:

  1. EMERGENCY(A) NUCLEARE TALEBANO?

    La riforma della sanità americana ha un costo, soprattutto in voti. Obama deve recuperare terreno, prima delle elezioni di mid-term. La questione Afganistan prevede il superamento della fase di conqista del territorio, per proseguire con la normalizzazione delle attività. La scaletta di marcia è ancora in alto mare e il pantano di un nuovo Vietnam è sempre più evidente. C'è bisogno di una velocizzazione delle azioni militari, per poter annunciare agli americani che l'"eroe d'America" è riuscito anche nella "missione di pace". C'è un problema: lì dove bisogna intensificare la guerra, opera un ospedale di pace, che cura tutti (anche i nemici), scatta fotografie e informa i giornalisti confinati all'estero. Poco male perché il capo dei servizi segreti afgani è chiamato "l'americano" essendo stato addestrato negli Usa. Si parla di lui ogni volta che il primo ministro sembra avere poco polso contro i talebani. I medici di Emergenzy vengono arrestati e accusati di terrorismo. La notizia viene smentita, ma gli italiani sono ancora in cella.
    Il Times (l'americano tra i giornali) aveva diffuso la notizia e ora non chiede scusa all'Italia e agli italiani, ma gioca a scaricabarile col portavoce del governo afgano. In Italia fioccano le smentite sui giornali. Negli altri Paesi "non direttamente interessati", le smentite hanno lo stesso vigore?

    Intanto è allarme nucleare ai talebani.. Tutto porta per accelerare gli scontri. Gli "ostaggi governativi" saranno prosciolti dopo il ritiro di Emergency dalla zona? I media ormai hanno fatto terra bruciata intorno a medici che rischiano la vita per un ideale. Non c'è tempo, ormai: bisogna scongiurare il pericolo dell'atomica. ..e poi è primavera, tempo di battaglie: anche le bombe intelligenti hanno bisogno della tersa aria primaverile. Le notizie, quelle date e quelle non date, sono proiettili moderni utilizzati per sedare le proteste dei pacifisti. Intanto salta un autobus civile a Kandahar (4 morti e 18 feriti), a testimonianza che la pace è incaricata a soldati addestrati per uccidere, talvolta giovani spaventati, altre veterani animali da guerra a cui non sono graditi crocerossini.

    Marco Amalfi

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  2. il 15 aprile ad annozero si parla della questione emergency. Ormai è stato detto di tutto:smentite, scaricabarili, ma in fondo ci che ci meravigliamo è il normale iter che fa una notizia scomoda. Ma ora, che sappiamo i fatti se ne riesce a parlare e a capire. Il rappresentante dell' emergency, in trasmissione dice: "sono stufo di sentire che ci accusano di essere politicizzati, noi facciamo solo il nostro lavoro non sottostiamo a nessuno". Intanto continua ad essere accusato, che ci dice che devono per forza sottostare a delle regole che sono quelle del governo in cui si trovano. Tutte posizioni approvabili, il problema però è sempre lo stesso. perchè il Italia si deve sempre aspettare settimane per riuscire ad avere notizie?? Di cosa parlavano i giornali in questi giorni??? Facciamoci caso parlavano del fatto ma non dicendo nulla. Si parlava di Frattini ma non si sapeva dov'erano questi medici italiani. Perchè i media non portano a riflettere sul fatto non portano alla luce le questioni salienti: come un governo possa permettere che vengano accusati e arrestati dei medici di un'associazione come emergency senza fare nulla???perchè???
    E non dobbiamo stupirci se all'estero la notizia è arrivata prima e non è stata seguita da smentite, è solo il normale iter della notizia in italia.
    passaretti marilena

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  3. Carmela Cammisa16 aprile 2010 22:29

    “Quell’ospedale da fastidio perché ti sbatte in faccia la verità sulla guerra. Perché ti sbatte in faccia il 40% di bambini che finiscono sotto i bombardamenti. E te li sbattiamo li con le foto, le storie le facce, i sorrisi o i pianti…. E allora questo fa cadere un po’ tutta questa liturgia, questa retorica se stiamo li a portar la pace, a fare una missione umanitaria, a fare la guerra, insomma tutte chiacchiere. ..La realtà è quella e basta, quello è ciò che stai facendo e questa cosa è molto scomoda.”
    Così Gino strada spiega il motivo del complotto.

    http://www.ilmediterraneo.it/it/news/diritti-umani/noi-stiamo-con-emergency-0003296

    purtroppo emergency in questo momento in Afghanistan dà fastidio,perché è l’unica presenza civile occidentale in quella zona,e dà fastidio soprattutto per chi fa la guerra.

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  4. Ritengo particolarmente grave ciò che è avvenuto e sta avvenendo in Afghanistan perchè dimostra come gli scopi umanitari di Emergency vengano sacrificati per motivi politici e per altri interessi e l'arresto-sequestro dei tre operatori sanitari che saranno rilasciati in cambio della chiusura dell'ospedale dove lavorano suona, a mio parere, come un vero e proprio ricatto. Gli operatori, almeno per il momento, sono stati considerati innocenti e le accuse infamanti del Times su una loro possibile confessione di complotto con i terroristi talebani sono cadute. Si è trattato quindi, forse, solo di un pretesto ben studiato per eliminare un ospedale di Emergency, così scomodo in luoghi di guerra perchè neutrale e adibito alla cura di tutti. Come si evince dai quotidiani esaminati, infatti, il contingente britannico controlla l'area di Helmand dove Emergency opera, il capo dei servizi segreti afgani è stato addestrato in America e si avvicinano le elezioni di midterm. Per il presidente Obama, è tempo di apparire al mondo come colui che è riuscito anche nella missione di pace in Afghanistan, salvo scoprire poi che quella in Afghanistan è tutt'altro che una missione pacifica come dimostra, per ironia della sorte, l'altra notizia pubblicata riguardo al Paese e cioè la morte di alcuni civili a Kabul provocata dalla NATO. Emergency dunque deve lasciare la zona perchè potrebbe pericolasamente denunciare il fallimento della missione di pace e le violenze commesse.
    Certamente i media in questa vicenda hanno una grande responsabilità e hanno contribuito a confonderci le idee con accuse, smentite, mezze notizie non troppo chiare sulle vicende in corso. Sono d'accordo con la mia collega Marilena sul fatto che nella stampa italiana si stia parlando senza in realtà dire nulla di concreto.
    I media sono ancora una volta armi nelle mani di chi ne ha il monopolio: non dicono verità ma modificano le loro versioni dei fatti assecondando gli interessi dei governi di cui sono portavoci. Sono mezzi così potenti da poter suscitare tensioni tra i governi come quelle che potrebbero nascere tra Gran Bretagna e Italia a seguito di questo episodio.
    E intanto in Gran Bretagna si associa la figura di Emergency al terrorismo e tutto solo per una notizia infondata e, si sa, anche quando la notizia viene smentita, molti continuano a credere alla prima informazione ricevuta. Ma la domanda più importante che dobbiamo farci è: "Chi pagherà per queste infamanti accuse?". Certo non il Times. La risposta è amara quanto scontata e le vittime sono sempre le stesse: gli operatori sanitari, le associazioni che operano per il bene e, soprattutto, centinaia di civili innocenti vittime della missione di "pace" e che, se l'ospedale chiude, non avranno più la possibilità di esservi curati.

    Claudia Agostino

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  5. Penso che il mio punto di vista sia stato espresso pienamente dalla SEL il 13 aprile 2010 quando ha dichiarato:"Anzitutto agli arrestati si garantiscano immediatamente i loro diritti, si faccia chiarezza sui capi di imputazione, di cui si hanno notizie, e molto contraddittorie, solo da organi di stampa. E si intraprendano subito i passi necessari per la loro liberazione. Siamo stupiti delle parole del Governo italiano, sempre riferite dalla stampa: invece di adoperarsi da subito per assicurarsi che i diritti di italiani all’estero siano rispettati, e' sembrato piuttosto di ascoltare parole di accusa preventiva".A mio avviso i media non hanno avuto un ruolo pragmatico in questa vicenda in cui rimanevano in sospeso accuse,rapimenti e ingiustizie.Come accusare un'associazione che per anni si è prodigata per il prossimo è l'unica domanda, e intanto a Roma ha preso il via la manifestazione di solidarietà per Marco Gratti, Matteo dell'Aria e Matteo Pagani. Piazza San Giovanni gremita di gente e di bandiere bianche con un cerchio rosso e le tre righe orizzontali a creare la 'E' di Emergency. E tante magliette con la scritta ''io sto con Emergency''a dimostrazione di una certezza comune..E intanto Androkonos,nell'ultimo aggiornamento del 18 aprile alle 16:24 comunica il rilascio così "stranamente chiacchierato"dei tre operatori..

    http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Operatori-di-Emergency-Articolo-21-Imminente-il-rilascio-degli-italiani_269373660.html
    Cioppa Matilde

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  6. Maria Verdicchio18 aprile 2010 20:07

    Sono assolutamente d'accordo con la mia collega Marilena,il problema essenziale qui oltre alla questione in sè,è appunto il modo con cui si è arrivati alla notizia e come questa si è poi tradotta nei diversi quotidiani esteri,ad esempio il Times affermava "Kabul mi ha detto che gli italiani avevano confessato."L'Italia però il Paese diretto interessato dà poco peso alla notizia,addirittura il ministro Frattini dopo 72ore dall'arresto continuava dicendo che parlare di sequestro era solo una polemica politica.Tra Frattini e Gino Strada(il fondatore di emergency)ci sono stati dei lunghi battibecchi,ma intanto è emerso ancora una volta una sorta di manipolazione politica nei quotidiani italiani che cercavano di trattare questioni che facevano da sfondo,focalizzandosi di piu' sulle chiacchiere che si sono costruite intorno alla vicenda senza trattare questa fino infondo,forse perchè il governo non era poi cosi tanto informato?per cercare di sopperire alle sue carenze?e alla fine la figura,la professionalità degli Italiani coinvolti è ancora messa in discussione all estero e non è nemmeno stata accompagnata da una risposta forte,li' dove forse ci voleva davvero perchè sono proprio infatti queste persone che ci rendono fieri di essere Italiani nel mondo.Ma al di là di tutte queste polemiche alla fine i tre uomini sono stati liberati,ma ancora una volta in tv si parla di "vittoria del governo oltre le polemiche".

    Maria Verdicchio

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  7. Oggi pomeriggio i tre medici italiani sono stati liberati, e come da copione, tra qualche settimana nel nostro paese -paese di poca memoria - il fatto sarà già accantonato. Nessuno "starà più con Emergency" (per citare uno dei tanti gruppi sorti all'indomani dell'accaduto) e i giornali e i telegiornali smetteranno di parlare di questa guerra e dell'operato dell'ong fondata da Gino Strada.
    Tutti i mezzi d'informazione hanno dedicato parecchio spazio alla notizia, ma, a mio parere, è come se ci si fosse concentrati solo su un aspetto marginale, quello di facciata. Anche se tutti credono che i nostri connazionali siano innocenti, nessuno si è chiesto perché prendersela con tre medici e con Emergency. Come in ogni guerra, il ruolo di tutti gli organismi non governativi è sempre scomodo, poiché fonte di notizie in un certo senso "fuori dal coro". Quelle che vengono fuori da relazioni riguardanti progetti e/o esperienza diretta sul campo, sono sempre notizie diverse da quelle che la grande macchina dell'informazione - mossa dalla potenza di turno - ci dà. Credo che l'essenziale a riguardo sia stato detto da Gino Strada in questa intervista al programma televisivo "Le Iene" (posso immaginare che altrettanto significativa sarà stata la puntata di Anno Zero che non ho avuto modo di seguire) http://www.youtube.com/watch?v=X0z6Ipi1Xww

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  8. Giulia Eleonora Zeno19 aprile 2010 19:07

    Spesso e volentieri i media scelgono su quali notizie far ricadere l’attenzione dei lettori. Allo stesso modo, accade che si dà importanza a notizie che poi saranno smentite, le cosiddette “bufale”. E’ proprio il caso del quotidiano britannico “The Times”, il quale ca. sette giorni fa con un articolo intitolato: “Italians ‘confess’ to murder plot in Afghanistan” afferma e diffonde il messaggio che i nostri tre connazionali hanno confessato di collaborare con Al Qaeda. Lo scorso sabato 11 aprile,difatti, tre medici italiani e altri sei dipendenti afghani sono stati prelevati dalle forze dell’ordine afghane nell’ospedale di Emergency a Lashkar Gah con l’accusa di aver nascosto nel magazzino dell’ospedale materiale esplosivo, armi,e di complottare per uccidere il governatore dell’Helmand. Il fondatore dell’ong, Gino strada, afferma: “Vogliono mandarci via dall’Afghanistan”. Infatti, sembra proprio che l’accaduto abbia dato finalmente l’occasione di liberarsi di una presenza scomoda fuori e dentro i confini patri. Tuttavia i tre cooperanti di Emergency sono stati rilasciati perché non colpevoli. Nonostante ciò l’ospedale a Lashkar Gah è chiuso poiché è occupato e presiediato dalla polizia afghana e i pazienti sono ricoverati in altre strutture di cura.
    Ciò che lascia sbigottiti noi lettori è come sia possibile che un quotidiano prestigioso come il Times possa aver riportato una notizia di questo calibro senza accertarsi prima della sua veridicità. Forse uno dei motivi potrebbe essere che nella vicenda sono stati coinvolti soldati britannici.

    Concludo lasciando il link di un articolo sulla vicenda,a mio parere interessante soprattutto perché scritto dal giornalista Daniele Mastrogiacomo vittima di sequestro in Afghanistan nel 2007: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/04/13/in-quell-ospedale-di-prima-linea-si.html

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  9. Quando ci si appresta a scrivere su qualsiasi argomento si presuppone di avere raccolto le giuste informazioni per lo sviluppo dello stesso. Se una testata giornalistica di importante rilievo internazionale si permette di affermare certe cose,ci si auspica che le fonti utilizzate siano più che valide.
    I media hanno degli effetti culturali e sociali sui fruitori che variano dal peso economico che essi hanno all’interno della società stessa.
    Se si tratta di un quotidiano diffuso gratuitamente per le strade,il lettore forse analizzerà gli articoli con una dubbiosa distanza ma se si tratta di un giornale inglese di spessore mondiale,allora probabilmente il lettore prenderà per vera ogni cosa che vi trova scritta.
    Secondo il Times gli italiani Matteo Dell’Aira (chirurgo e dirigente medico di Milano),Marco Garatti (chirurgo) e Matteo Pagani( capo della logistica),avrebbero confessato il loro coinvolgimento nella preparazione di alcuni attentati che avrebbero dovuto portare alla morte del governatore Gulab Mangal e per questo sono stati arrestati dalla polizia afghana che avrebbe forse collaborato con gli agenti segreti.
    Il 19 aprile i tre italiani sono stati rilasciati e sono state smentite le voci secondo le quali ci sarebbe un accordo dietro il rilascio dei tre che comporterebbe la chiusura dell’ospedale di Lashkar-gah.
    Al di là dello svolgimento pratico della prigionia e dell’avvenuta liberazione c’è da chiedersi cosa sarebbe successo nel momento in cui un giornale di qualsiasi nazione avrebbe accusato di terrorismo dei cittadini inglesi. Personalmente non credo che tutto si sarebbe risolto in una bolla di sapone.
    Quando adoperiamo uno strumento mediatico dobbiamo sforzarci di andare oltre il contenuto e riflettere sull’impatto del mezzo stesso e sulle conseguenze che il suo semplice uso comporta;quando lo utilizziamo come fruitori dobbiamo renderci conto che ciò che ci viene comunicato non è “vero” solo perché ci viene detto da un nome importante ma che bisogna osservare ogni messaggio con occhio critico.


    Carmen Scialò

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  10. é difficile conoscere la verità..i media trattano spesso verità romanzate..a volte omettono fondamentali dettagli,concentrando l'attenzione su aneddoti rilevanti..sulla vicenda "Emergency" è stato detto di tutto,ma non tutta la verità...la cosa triste?è che non sapremo mai le cose come sono realmente andate!mi kiedo spesso anche per quanto riguarda altre notizie,ci è mai stata raccontata un'informazione netta e pura?sarò un pò pessimista o piccante,ma credo che quando la notizia in questione è dannosa per qualcuno,tale notizia viene resa nota quasi come se fosse un titolo di coda,rapida e indolore!non lascia il tempo di riflettere,nè di capire realmente cosa accade..il tg dice A,"la Durso e la sua redazione" dicono B ;) i giornali dicono C,e quasi sempre notiamo realmente notizie discordanti..i media hanno un compito importante,non tutti evadono dal loro compito,per fortuna c'è chi il suo lavoro lo ama e per le proprie inchieste rischia spesso la vita!
    Concordo con la mia collega Carmela,le verità oggettive sono date dai volti,dal dolore espresso in quelle immagini..e dal silenzio che regna sovrano!
    Alessandro Mantico

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  11. Concetta Clemente20 aprile 2010 12:34

    Leggendo i giornali e ascoltando i notiziari riguardo la vicenda di Emergency ho pensato una sola cosa: mettetevi d'accordo! Sinceramente infatti non avevo capito nulla di quello che era accaduto e lo dico perchè credo che non sia stato mio l'errore di non capire apprendendo la notizia, ma un grosso errore di giornali, tg ecc nel divulgarla. Le parole più adatte per definire questo enorme polverone mediatico, politico e oserei definirlo anche "umano", vista l'associazione di cui stiamo parlando, sono quelle di Gino Strada in questa telefonata al blog di Beppe Grillo (http://www.youtube.com/watch?v=yCJyX0QgIrU): "E una grossa montatura e la ragione è molto semplice non si vuole far sapere quello che succede lì". Uno dei tre collaboratori di Emergency, "rapiti" o "arrestati" non si sa, aveva inviato una e-mail alla moglie dicendo «Qui siamo sempre pieni. Ultimamente è impressionante l'età media dei nostri pazienti. Oggi siamo andati in terapia intensiva per il giro, 5 letti su 6 sono bambini piccoli, due dei quali piangevano come dei matti perché volevano il loro papà. Non è mai facile sopportare il pianto di un bambino. Vorrei che tu fossi qui perché alcune cose bisogna vederle con i propri occhi, altrimenti stenti a crederci». Ed è proprio questo il nocciolo della questione. Noi non possiamo sapere cosa accade nel mondo se non attraverso le informazioni che apprendiamo da quotidiani, telegiornali, notiziari online e quant'altro di "utile" ci ha fornito oggi la tecnologia. Ma se dalla nascita della stampa il compito del giornalista doveva essere quello di "informarci sui fatti ricercando la verità" con il corso degli anni questo principio è stato dimenticato, non ritenuto più "appetibile per i lettori". Ricordiamo il caso de "La guerra dei mondi" in cui la radio viene utilizzata per comunicare una notizia così irreale che però viene creduta dalla gente o il caso del falso allarme di una imminente guerra in Georgia comunicato dalla televisione,dove ancora una volta la gente ci è cascata. Capiamo bene quindi come sia facile nel 2010 far credere alle persone qualsiasi cosa,ma in situazioni come questa come decidiamo a chi dare ascolto? E' semplice: scegliamo chi dice la verità a seconda delle nostre ideologie politiche, a seconda del fatto se Obama ci piace o no. Ma ritengo che nel momento in cui stiamo parlando di volontari, di ospedali di bambini che vengono curati e che altrimenti resterebbero solo una cifra da aggiungere al numero di vittime giornaliere in quei posti, chi ci informa sui fatti non può avere il diritto di dire o scrivere cose false, per poi smentirle. Chi vuole dire la verità deve e sa di doversi assumere la responsabilità di quanto dice, delle conseguenze che potrebbero derivare dal momento in cui milioni di persone daranno credito alle sue parole. Perchè purtroppo crediamo che sia tutto vero quello che i mass-media diffondo e se così non fosse essi rideranno alle nostre spalle mentre siamo noi essere umani a soffrire. Le parole se ne vanno via col vento, domani quetsa notiza sarà un ricordo lontano ma la sofferenza di quelle persone è reale e io credo che davvero ci sia qualcuno che sta facendo qualcosa per aiutarle.

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  12. Concetta Clemente20 aprile 2010 12:34

    La sfera dell’informazione è come uno spazio in cui, dopo aver svuotato gli eventi della loro sostanza, si riproduce una gravità artificiale e li si ricolloca in orbita in tempo reale. L’eccesso di informazione crea una situazione immorale in quanto non ha alcun equivalente nell’evento reale, e neppure nella storia personale.
    Noi sopravviviamo solo grazie ad un atto riflesso di credulità collettiva che consiste non solo nell’assorbire tutto ciò che circola sotto il segno dell’informazione, ma a credere al principio e alla trascendenza dell’informazione." Dopo queste parole di Baudrillard, prese dal suo lavoro La scomparsa della realtà, credo che nessuno abbia più un proprio pensiero "personale"...e forse abbiamo già detto addio alla "vera" opinione pubblica.

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