sabato 30 aprile 2011

Modalità di lettura del contemporaneo

x gli studenti di Storia Sociale della Comunicazione
Vi invito a individuare e descrivere modalità di lettura specifiche del contemporaneo.

16 commenti:

  1. Oltre a quelle già citate a lezione,
    penso che in generale il contemporaneo rappresenti l'apice della lettura per immagini piuttosto che quella del testo come semplice parola scritta: in quella che Debord aveva già chiamato nel 1967 "la società dello spettacolo", in cui l'immagine regna sovrana, i linguaggi che ci circondano danno ad essa una centralità indiscussa.
    Ricerche dimostrano, inoltre, il potere persuasivo dell'immagine e del non verbale prima ancora della parola, non a caso in ambito didattico i primi sono ritenuti una modalità d'insegnamento indispensabile perché più d'impatto, comunicativi e "catchy" rispetto al testo verbale.
    Nel mondo contemporaneo mi vengono in mente il web come i giornali, in particolar modo le riviste, o anche la pubblicità: quello che si indirizza al "lettore" è più l'immagine che non il testo, le componenti grafiche non verbali (studi sono stati compiuti anche su una "lettura" in chiave psichica e culturale del significato dei colori) sono predilette rispetto alla semplice parola scritta, come poteva accadere nel passato quando quest'ultima era circondata da una maggiore "sacralità".

    Luisa Lupoli

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  2. Come pratica di lettura caratteristica dei giorni nostri propongo la "lettura orientativa", strettamente legata all'idea di lettura rapida, che consiste nel "cercare visivamente e in maniera assai veloce all'interno di una pagina degli indizi che aiutino a farsi un'idea sommaria dei contenuti". (Wikipedia)
    Penso che questa tecnica sia particolarmente ascrivibile al nostro tempo, in cui il flusso incessante e praticamente illimitato di informazioni visive, da cui veniamo bombardanti quotidianamente, implica un tipo di cernita, lì dove possibile, rapidissima, a colpo d'occhio, e probabilmete spesso anche inconsapevole, di ciò che ci può interessare e di cosa invece no.
    E' il caso estremo del Web dove magari "sfogliamo", aprendoli uno dopo l'altro, gli infiniti risultati propostici dal motore di ricerca, dando magari giusto uno sguardo veloce alle parole che ci saltano all'occhio (come i titoli) o alle immagini contenute, frugando rapidissimamente alla ricerca di ciò che risponda strettamente alle nostre esigenze selettive. E probabilmente questa è proprio la visione che sta alla base dell'idea metaforica del Web, di origine statunitense ma ormai da anni affermatasi, come un mare di contenuti su cui "surfare", passando appena sulle "onde-siti", andando solo di rado veramente "a fondo".

    Luca Scognamillo

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  3. con l'avvento del web oggi è diventato molto più semplice avere notizie e informazioni. basta un click per essere a conoscenza di tutto ciò che accade nel mondo,di notizie passate e attuali,di informazioni letterarie,scientifiche,culturali e tant'altro.
    allora sorge spontanea la domanda: ma il web ha sostituito i giornali,le enciclopedie tradizionali?!
    a riguardo ho trovato un articolo interessante:

    http://www.quicalabria.it/new_dett_articolo.asp?id_a=4311&pg=34&gp=4

    in passato possedere un libro era davvero una cosa emozionante direi,soprattutto alle origini dell'invenzione della stampa,quando i libri che circolavano erano una novità e anche oggetto di curiosità.beh oggi questi problemi non esistono.di libri ce ne sono a volontà e ovunque,di qualsiasi argomento.si legge ovunque,da soli-dando al libro una propria interpretazione,un proprio parere in base a quanto ci è piaciuto o meno,in classe-dove l'argomento è mediato da chi legge condividendo la propria opinione con quella degli altri. questo accedeva anche in passato ma di certo non esisteva la possibilità di leggere un libro on line,di restare a casa davanti al proprio computer e poter leggere libri a quantità senza recarsi in biblioteca o in libreria. ci sono molti siti dove c'è questa possibilità. tra questi google libri.

    ANNALISA D'AMBROSIO

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  4. Oltre alle modalità già citate a lezione, a mio avviso una peculiarità del mondo contemporaneo è in generale una lettura per immagini.
    Non mi riferisco solo al fatto che siamo in una "società dello spettacolo" in piena regola, in cui l'immagine regna sovrana, ma anche e soprattutto al potere persuavivo del non-verbale, che salta all'occhio molto prima del testo verbale.
    Oltre al libro di testo, che permane e rimane prettamente verbale, altri ambiti che prevedono una lettura, dalla pubblicità, al web, ai manuali utilizzati a scopo didattico, ai giornali (in particolar modo le riviste), sembrano prestare molta più attenzione ad elementi grafici e/o iconici (immagini, fotografie, disegni, font, colori, spazialità degli elementi), coscienti dell'impatto più immediato che hanno rispetto alla parola scritta, che di certo non ha più quella sacralità assoluta di cui godeva in passato.

    Luisa Lupoli

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  5. Lo storico tedesco Rolf Engelsing è stato il primo a scoprire una rottura nelle pratiche di lettura tra il
    1750 e il 1800: prima del 1750 era la lettura intensiva a dominare, dopo il 1800 i lettori si dedicano con maggiore regolarità alla lettura estensiva.
    Secondo Engelsing la lettura intensiva è quella che si arresta a un piccolo numero di libri, i quali vengono ripetutamente letti e meditati; il primo di questi libri a lettura intensiva è la Bibbia.
    Al contrario, la lettura estensiva è caratterizzata da una lettura rapida, perfino superficiale, di un grande numero di opere. I giornali, che si moltiplicano nella seconda metà del secolo XVIII,
    sono chiaramente oggetto di una lettura estensiva. Ormai, secondo Engelsing, è in atto la generalizzazione di una lettura silenziosa e individuale in un contesto privato. Questa attività, ormai, è sganciata
    dal contesto religioso: il pubblico legge per informarsi e distrarsi.

    http://centridiricerca.unicatt.it/creleb_Gilmont_rivoluzione.pdf

    IL tema della LETTURA PRIVATA è stato un tema iconografico molto amato dagli artisti. Troviamo innumerevoli casi di dipinti aventi questo soggetto, il più delle volte femminile, intento a leggere autonomamente e in maniera privata.

    http://artistagoloso.wordpress.com/2011/01/20/il-tema-della-lettura-privata-nellarte-europea/

    Michela Arbucci

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  6. Lettura digitale
    E’ la lettura ai tempi di internet. L’ 'imperativo della comunicazione moltiplica i testi e i loro supporti: dalla pubblicità all'e-mail, dai manuali d'istruzione dei cellulari all'incessante offerta di riviste per happy few, l'offensiva della parola scritta sulla carta, sui muri, e soprattutto sullo schermo parrebbe trasformarci tutti in lettori.
    Secondo Roger Chartier, storico francese della lettura, bisogna pensare alla pluralità di forme di lettura che i nuovi testi ci offrono. Ad esempio “un meraviglioso Don Chisciotte curato in Cd-rom da Francisco Rico, docente con cattedra a Barcellona, dove la lettura di puro intrattenimento si combina perfettamente con la lettura di studio, un formidabile apparato di note che viaggia su un binario parallelo. Il lettore può attraversare il Don Chisciotte a modo suo, oppure, come in un sito internet, selezionare una parola, seguire un contesto. Questo per dire che bisogna considerare le specificità di lettura dei due testi - l'elettronico e lo stampato - partendo dalla constatazione che nell'epoca attuale si offrono sempre più numerose modalità di lettura.
    http://www.carmencovito.com/archivio/saggi_regazzoni.html

    Michela Arbucci

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  7. La modalità di lettura che sembra prevalere ai giorni nostri è la lettura digitale: con gli e-book reader (dispositivi portatili sui quali è possibile scaricare e leggere migliaia di libri contemporaneamente, che riproducono la pagina su uno schermo), i copyleft (programma che consente di scaricare molti testi), l’E-Ink (sempre più simile a quello proposto dal suo omologo cartaceo, grazie al suo “inchiostro elettronico”, permette la visualizzazione dei testi ad alta definizione in modo da simulare in maniera molto realistica le lettere scritte e consentirne una lettura non affaticata ma quanto più riposante e gradevole possibile.
    (http://www.ebookitaliani.it/content/e-ink-cosa-%C3%A8-l%E2%80%99inchiostro-elettronico). Altra modalità: ascoltare la letteratura in mp3 (http://gruppodilettura.blogspot.com/2006/02/il-podcast-di-radio-3-ascoltare-la.html).
    Inoltre, la lettura veloce di un documento strumento consente di capire, molto rapidamente, il contenuto di un testo leggendo la prima riga o frase di ogni paragrafo. Oppure è possibile cercare la parte interessata usando lo strumento di ricerca per parola o frase.
    Ida Di Talia, Francesca Genua.

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  8. Il ritorno dell'elemento "sacralità" in riferimento al libro, sia in questi commenti che a lezione, mi ha fatto pensare al diverso tipo di approccio che ancora oggi è conservato in ambiente ecclesiastico. La lettura della Bibbia avviene in due modi distinti: se si partecipa ad una celebrazione è solo il sacerdote a poter leggere il Vangelo e, dopo averlo fatto, a darne una sua lettura critica attraverso l'omelia. Diversamente ogni cristiano è libero di leggere il Vangelo per conto suo, dandone una sua lettura critica al di fuori, però, della sacralità della celebrazione.

    Noemi Cucciniello

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  9. Una delle tipologie di lettura del contemporaneo è quella della lettura pubblica, che avviene quasi esclusivamente in ambiti accademici o aziendali (congressi, riunioni, etc)
    Essa, tuttavia, è nata con diverse caratteristiche : pubblica era, spesso, la lettura di opere popolari per gli analfabeti; in ambienti colti, era pubblica la lettura di poesie.
    La vera essenza della lettura pubblica, per me, è stata riscoperta con Roberto Benigni nelle sue letture della Divina Commedia in Piazza Santa Croce a Firenze nel 2006: ai canti precedeva anche una propria spiegazione. Sono sicura che anche chi non si era mai avvicinato a Dante sino ad allora , non abbia potuto fare a meno di restarne affascinato
    Eccone uno stralcio
    http://www.youtube.com/watch?v=FfvQS0B5lYo&feature=related
    Serena D'Aniello

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  10. «Oggi il libro non è più la metafora fondamentale dell'epoca; il suo posto è stato preso dallo schermo. (...) È il momento ideale per coltivare una molteplicità di approcci alla pagina che sotto il monopolio della lettura scolastica non hanno potuto fiorire»
    Queste sono le parole dello scrittore austriaco Ivan Illich che spiega,nel 1991 e quindi con grande lungimiranza, come la pagina stampata non si presti ad una pluralità di approcci con la quale ,invece,può essere trattata la pagina digitale.
    Lo schermo,come mezzo di comunicazione di massa,è nato soltanto da quindici anni ed è quindi ancora abbastanza giovane seppur,nelle sue forme più evolute come l'iPad,consenta già una vasta gamma di funzioni.
    La lettura digitale sta maturando in fretta e entra sempre più nella vita di tutti i giorni,soprattutto nelle fasce d'età medio-adulte e nei paesi "moderni" ; infatti,coloro i quali non sono dotati di attrezzature indispensabili alla lettura digitale o che,per varie ragioni ( cultura,età..) non riescono ad assimilarla,continuano ad affidarsi alla pagina stampata.
    C'è anche da sottolineare come però la pagina digitale,forse per la sua giovane età,dipenda ancora da quella stampata e basti pensare alla lettura ottica che oggi si utilizza per certe documentazioni.
    Un esempio lampante,soprattutto per noi universitari,è la compilazione del modulo che ci invita ad attribuire un giudizio ai corsi che seguiamo: la tecnologia ( la lettura ottica) dipende dalle nostre crocette o dai nostri pallini di inchiostro.

    Per quanto riguarda la lettura vera e propria,con l'avvento del web di massa, il rapporto con la stessa è cambiato e non solo per il passaggio dalla carta allo schermo ma anche per la constante presenza di testi in concorrenza tra loro e per il multitasking. Questi due concetti infatti,rendono la lettura frammentaria e diminuiscono la concentrazione.
    Da uno studio sull'eyetracking è risultato che gli utenti web cercano una quantità maggiore di informazione rispetto alla "lettura offline" ,e che queste siano sintetiche e rapide. Quindi,ciò che si perde rispetto alla lettura "classica" sembra essere bilanciato dalla varietà di informazioni che il web offre.
    Mi permetto un piccolo appunto per quanto riguarda l'attenzione che secondo molti studiosi,risulta essere scarsa nella lettura sul web: internet offre a tutti la possibilità non solo di leggere quasi tutto ciò che si vuole,ma fornisce anche la possibilità di scrivere e pubblicare testi. Proprio questa varietà di documenti induce,secondo me,ad una grande attenzione,poiché sapersi muovere nella marea di informazioni distribuite e scegliere quelle attendibili,non è cosa facile.

    Carmen Scialò

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  11. Un'inchiesta pubblicata da Repubblica il 5 maggio 2011 ha dimostrato che stare un giorno senza cellulare equivale a un momento di lutto. Il telefonino sta perdendo la funzione principale di conversazione orale e si pone sempre più come strumento multifunzione in cui prevale la conversazione scritta, cioè gli sms. Gli smartphone sono un esempio di nuovo tipo di lettura oppure le notizie che scorrono sui display alla fermata degli autobus. L'informazione è come il fast food: mordi e fuggi (e qualche volta ti senti pure male perché pensi di sapere e non sai). curioso che la radio, dopo un momento di appannamento, ricopra adesso un ruolo importantissimo. La cosa probabilmente è dovuta allo stile di vita: spesso in giro, poco a casa.
    giada m.oricchio

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  12. Tipici della contemporaneità sono alcuni software programmati per la lettura, che consentono una conversione in formato audio. Possono leggere email, pagine web, documenti in pdf ecc...
    Ecco alcuni tipi di software:
    http://www.masternewmedia.org/it/2007/07/02/text_to_speech_i_migliori.htm

    Laura Ferraro

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  13. Oltre alle già citate modalità di lettura, io proporrei una sorta di "atteggiamento" che ho riscontrato, con frequenza crescente, in parte delle mie amicizie/conoscenze avvezze alla lettura: la "riscoperta" di una lettura di "evasione" avvertita quasi come un'esigenza per distrarsi da una quotidianità vissuta, sempre più spesso, come troppo "pesante" e piena di avvenimenti spiacevoli. Per questo motivo, si preferisce ad un romanzo/saggio/quotidiano una semplice rivista di gossip/hobbistica.

    Mi piacerebbe, inoltre, consigliare rifacendomi al post precedente (e ringrazio Serena D'Aniello per avermelo riportato alla mente), la lettura della Divina Commedia nella magnifica cornice delle grotte di Pertosa, che attraverso un suggestivo gioco di luci e costumi, viene messa in scena ogni week-end e che riesce a diffondere la cultura del capolavoro di Dante facendolo comprendere ed apprezzare a tutti i visitatori.

    http://www.tappetovolante.org/dante/scheda.php

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  14. Anna Giordano6 maggio 2011 11:44

    Forse è già stato citato in aula il reading come forma sia di lettura che di fruizione.
    Quella del reading è una pratica, credo, in attuale riscoperta sia da parte degli autori che si offrono come lettori per il pubblico delle proprie opere (consiglio lo spettacolo/reading di Vinicio Capossela e dello scrittore Vincenzo Costantino che hanno "messo in scena" un volume scritto a quattro mani http://www.youtube.com/watch?v=zeqeJbsMm6U),sia da parte di attori: per esempio, qui, Toni Servillo legge un capitolo del libro di Paolo Sorrentino "Hanno tutti ragione" http://www.youtube.com/watch?v=zuySahnP85A.

    Da queste collaborazioni poi, spesso, nascono gli audiolibri ma credo che questo sia forse un discorso diverso, che interessi più la sfera dell'oralità che della lettura

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  15. Volevo segnalare una libro tipicamente postmoderno: Sayonara, Gangster di Gen'ichiro. L'autore utilizza la tecnica del pastiche dando vita a un libro che non si legge soltanto, si guarda anche. Come fosse un manga. In modo assolutamente intuitivo.

    Giada M. Oricchio

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  16. Come modalità di lettura alternativa, estremamente moderna, mi viene in mente quella legata all'infanzia. Ormai i libri di favole stanno scomparendo e se ci sono, sono comunque corredati da cd o dvd facendo decadere prima di tutto quello che è il rapporto umano tra chi legge la storia e chi la ascolta. Per il bambino oggi esistono solo file audio, con voci anonime che leggono le più famose fiabe e favole della buonanotte.
    Manca il "rito" della favola, che non comportava certo una comprensione della storia in quanto tale, ma era bensì l'occasione di un momento di vicinanza affettiva con il lettore e perché no, anche di un primo impatto con la stampa. Perdere questo contatto con la carta stampata sin da piccoli, significa mutilare il senso ed il piacere puro della lettura. Esistono versioni audio dei più famosi romanzi, di poesie, di saggi; un es. http://www.youtube.com/watch?v=dqJ41VwXoTk&feature=related
    Sembra quasi che la lettura di piacere sia diventata uno sforzo, talmente grande da delegarla a qualcun altro che si ascolta con distacco e magari con un piglio anche critico!

    Giulia Masone

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