lunedì 15 marzo 2010

Georgia: falso allarme.

Concetta Clemente suggerisce la lettura di un articolo apparso sul blog "Euronews":

In Georgia il notiziario di una rete locale aveva diffuso, nella notte di sabato 13/03, false notizie riguardanti l'invasione del Paese da parte dell'esercito russo, la morte del presidente georgiano Saakachvili e quella di una imminente guerra. Tutto ciò, come si può ben immaginare, ha scatenato il panico tra la popolazione, ignara del fatto che si trattasse soltanto di una "bufala mediatica". Al tg hanno detto che è stato solo un modo per intimorire il popolo e testarne la reazione, nel caso si verificasse davvero un evento simile, ma la leader dell’opposizione georgiana ha annunciato “il loro intento era quello di preoccupare, insultare e disgregare la popolazione: per mostrare chi è davvero patriota" e che ad escogitare il tutto sia stato lo stesso presidente Saakachvili.
Questa vicenda, però, non è isolata nella storia: infatti il 30 Ottobre 1938 Orson Welles interpretò “La guerra dei mondi”, uno sceneggiato radiofonico(ripreso dall’omonimo romanzo di George Wells) che fu trasmesso dalla CBS, negli USA, e descriveva una invasione aliena: il panico tra la gente, anche in questo caso, fu presto scatenato.
Qual è la nostra posizione nei confronti di vicende simili: dobbiamo essere “tecnofili”, quindi riderci sopra o meglio ancora prendere questi test mediatici come delle utili “prove di simulazione”, oppure ci sentiamo “tecnofobi” poiché riteniamo ( al di là del fatto che dietro tutto ciò vi siano motivazioni politiche) che siamo delle vittime mediatiche in quanto i media si prendono gioco di noi e la macchina, in tal caso, vince sull’uomo?

http://it.euronews.net/2010/03/14/georgia-scherzo-di-pessimo-gusto-o-trovata-politica-grottesca/

9 commenti:

  1. Claudia Salerno15 marzo 2010 16:00

    Ringrazio la collega per aver proposto questo argomento. Si tratta secondo me di uno scherzo davvero di pessimo gusto, dato che di guerre, reali, ce ne sono eccome. Ultimamente non è facile distinguere quali siano le bufale o le notizie gonfiate da quelle che invece sono reali. Se da un lato siamo abituati ad aspettarci dal telegiornale la visione di scene cruente di omicidi,guerre e catastrofi (quasi ogni giorno) non siamo di certo pronti a sentirci dire che sta per accadere a Noi. Da poco ho letto un libro, "Paura Liquida" di Bauman, nel testo c'era un capitolo intero dedicato alla paura della morte, e a quanto sia facile per l'uomo sorvolare sulla propria mortalità finché qualcuno non gli pone il problema imminente o non si perde qualcuno di caro e vicino. Per concludere, secondo me, siamo un po' tutti assuefatti dalla visione di morte e distruzione nei notiziari, ma comunque l'istinto di sopravvivenza permane anche se latente nell'animo di tutti...quindi meglio prendere queste notizie per "vere" e agire di conseguenza piuttosto che preoccuparsi in seguito quando magari è troppo tardi.

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  2. Questo giocare con l'informazione è inaccettabile, non è possibile che ci siano dei potenti che si divertono attraverso i media a testare le reazioni della gente, ma cosa siamo diventati dei veri e propri burattini?
    Purtroppo questo succede anche da noi ,solo che da noi, nessuno smentisce ciò che è stato detto,da noi veramente ci si diverte a cambiare la realtà, basta guardare il TG1 che ogni sera lancia qualche scoop, attraverso notizie o editoriali del "direttorissimo". E così ecco come nel nostro paese Craxi diventa un eroe,i magistrati non sono altro che militanti comunisti e sovversivi, e come ci si inventano assoluzioni a processi ( come il processo Mills) mai avvenute.
    Vi invito a guardare questo video.. http://www.youtube.com/watch?v=Bwk6Osb0PcA&feature=related.
    Certo non è paragonabile alla notizia falsa data dalla televisione georgiana, ma fa riflettere su cosa sia diventata l'informazione nel nostro paese.

    Silvio Iaccarino

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  3. io credo che nessun esperimento,possa permettersi di invadere l'emotività delle persone..notizie del genere c'è chi le vive realmente con ansia e angoscia..parliamo di persone molto anziane magari che hanno già vissuto il terrore di guerre vere e strazianti..per poi magari parlare anche di nuove coppie,neomamme,e tutti coloro che hanno intrinseco l'istinto di amore e protezione..notizie del genere innescano realmente meccanismi psicologici che si differenziano di persona in persona..concordo con la collega Claudia..siamo davvero abituati a vedere morte,guerre ovunque..e se invece di preoccuparsi a come rendere la vita meno dura nei nostri paesi,si divertono a innescare paura e angoscia per stupidi esperimenti..credo ke possiamo andare solo peggio..eppure non voglio crederlo..la storia insegna ke ci sono gli eroi..e allora citando un celebre libro/film : "e io speriamo che me la cavo"!!! ;)
    alessandro mantico

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  4. Concetta Clemente15 marzo 2010 19:39

    Di sicuro si è trattato di un utilizzo a dir poco sbagliato del telegiornale, in particolare della televisione: um media a volte così utile altre troppo eccessivo e invadente. Perchè prendersi gioco così della gente? Scatenare ancora di più il panico, quando, come hanno ricordato i colleghi Claudia e Alessandro siamo circondati da immagini di catastrofi, che siano naturali o volute dall'uomo, non ha senso. Va tutto a spese dei sentimenti come ha detto il collega Allessandro: non c'è più nessun limite alle cose che vengono dette e mostrate. In La morte del prossimo, Luigi Zoja parla di "snuff film", sono pellicole in cui la gente viene uccisa davvero e mentre un omicidio che avviene nella vita reale è accompagnato spesso da motivazioni quali la gelosia, l'invidia, la rabbia (attenzione, non sto giustificando questo tipo di uccisione!anzi non tollero che si possa un uccidere un'altra persona) che, come fa notare Zoja, mostrano come c'è qualche sentimento nei confronti dell'altro o meglio c'è un qualche tipo di rapporto, uccidere una persona solo per diffonderne le immagini fa evincere come ormai siamo distanti gli uni dagli altri, come siamo sempre più isolati e non ci importa se qualcuno può soffrire a causa delle nostre azioni. Credevo che l'episodio de La guerra dei mondi fosse stato d'esempio, ma ormai non impariamo più niente nemmeno dalla storia...

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  5. Giovanna Matacena15 marzo 2010 19:59

    Penso che in una situazione del genere sia impossibile sentirsi "tecnofili".Non credo che sia giusto giocare con le emozioni e con le paure delle persone in questo modo. E'una notizia che ha terrorizzato un intero popolo..come può essere considerata una semplice "prova di simulazione"? Sono d'accordo con il collega che dice che siamo come dei burattini..e qualcuno o qualcosa,si "diverte" a fare il burattinaio,che in questo caso potrebbe essere lo stesso presidente georgiano o in generale i media stessi.Per me noi siamo vittime dei media,dipendiamo da questi e possiamo verificarlo proprio vedendo la reazione di un popolo che,giustamente, ha creduto alla notizia..ma nello stesso tempo come si potrebbe non credere ad un'informazione diffusa da un notiziario?come biasimare queste persone?in fondo tutti noi all'idea di una guerra avremmo reagito così. Quindi si,nel bene o nel male,la macchina vince sull'uomo..ma nel caso dei media forse è anche giusto così, perchè di norma dovrebbero rivelare cose reali,vere..quindi si dovrebbe solo sperare in un miglioramento e che non accadano più cose del genere.

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  6. Giulia Eleonora Zeno15 marzo 2010 20:18

    E’ stato dimostrato per la seconda volta (la prima nel lontano 1938) che la massa ormai è completamente dipendente dai media. Ora il problema, secondo me, non sta nel fatto di schierarsi tra i tecnofili o i tecnofobi, anche perché come sostiene Postman ogni tecnologia è al tempo stesso un danno e una benedizione, ma piuttosto dovremmo renderci conto che la nostra informazione è manipolata dai media, sappiamo solo quello che vogliono farci sapere e pertanto molte verità restano oscure e celate. L’unico rimedio possibile è quello di non credere a tutto ciò che i mass media dicono come se fosse oro colato, ma ricercare l’attendibilità della notizia. Tuttavia, sono consapevole che tra il dire e il fare c’è un grande abisso, perché in annunci simili la razionalità non avrà la meglio, ed infatti è proprio su questo che i media puntano: sulla “pancia”,le “viscere” di noi telespettatori che spesso e volentieri veniamo presi in giro senza neanche accorgercene! Perciò, se iniziamo a guardare le cose in maniera più critica, un futuro espediente di questo genere ,forse, creerà meno panico e scompiglio. Come si suol dire: “Spes ultima dea”.

    Giulia Eleonora Zeno

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  7. Anna Giordano16 marzo 2010 01:09

    Mi trovo perfettamente d'accordo con tutti voi sul fatto che essere tecnofili in questi casi è praticamente impossibile. In particolare mi ritrovo molto con ciò che dice Silvio; ovvero che anche se in termini diversi, molto spesso ciò accade anche qua di noi. Di continuo i nostri media annunciano un' "emergenza" - che molto spesso tale non è - che ogni volta sembra sempre più grave di quella precedente. Ciò, molto spesso, crea reazioni emotive molto forti all'interno della società: nel caso della fatidica "emergenza rom" sono state centinaia le persone che, pressate dall'enorme mole di notizie di rapine, furti e quant'altro hanno iniziato a dare fuoco agli accampamenti, mostrando una crescente xenofobia, divenuta tratto tipico del nostro paese.
    Inoltre ciò mi fa pensare anche ad altri casi simili raccontati all'interno del libro "I padroni delle notizie" di Giuseppe Altamore. Si ricorda, ad esempio, la falsa notizia di un massacro compiuto a Timisoara, testimoniato da alcune foto di quelle che venivano considerate fosse comuni, in cui vi erano corpi mutilati e torturati. In realtà quello che si vedeva era il cimitero dei poveri e nella fossa comune erano seppelliti dei senza tetto. I tagli sui loro corpi erano quelli causati dalle autopsie che per legge dovevano essere effettuate. Solo in rari casi la notizia venne smentita dai giornalisti.
    Molto spesso, credo, che queste bufale nascondino enormi macchinazioni. Con i più svariati mezzi e per svariati fini, si cerca in questo modo di manipolare l'opinione pubblica.

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  8. Carmela Cammisa16 marzo 2010 11:07

    Siamo vittime perfette!

    È sconcertante svegliarsi la mattina e pensare che io cittadino del mondo debba difendermi dalla società nella quale vivo, dall'informazione, dai mass media che gestiscono a loro favore le notizie.
    Ed è ancora più squallido pensare che qualcuno abbia “testato” la mia reazione a un evento e riderci sopra!

    Siamo prototipi di un mondo come afferma Baudrillard dove "l'informazione, invece di trasformare la massa in energia, produce ancora più massa"!

    Penso che bisogni ricordare a quanti credono che sia giusto essere “tecnofili”, che “siamo umani non burattini nelle mani dei burattinai”!

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  9. Ciò che è accaduto in Georgia è a dir poco sconvolgente e sono d'accordo con i miei colleghi quando affermano che siamo sempre più burattini in mano dei media e che sia a dir poco ingiusto giocare con le paure delle persone, in un'epoca in cui di guerre ce ne sono veramente tante.
    Questo, però, mi ha fatto riflettere sul ruolo che le immagini di eventi assumono nel mondo odierno, in cui una buona parte delle battaglie politiche ed economiche e delle guerre si combattono attraverso parole ed immagini. Vorrei a tal proposito segnalare un contributo di Maria Filippone Colonna per il Bollettino Telematico dell'Arte, intitolato "Realtà reale, virtuale, inventata. Cambia l'immagine del mondo" pubblicato sul sito http://www.bta.it/txt/a0/00/bta00048. In questo contributo, seppur riferendosi ai già lontani anni '90, l'autrice analizza il rapporto tra realtà reale e la sua rappresentazione attraverso immagini mediatiche e riflette sul fatto che le immagini diffuse dai media riguardo ad alcuni eventi possano determinare conseguenze più importanti rispetto all'evento stesso e sull'"incontrollabile manipolazione", cui l'informazione può essere sottoposta.
    In particolare, si fa riferimento alla falsa notizia di Timisoara, già citata dalla collega Anna Giordano. Non solo notizie come quelle comunicate a Timisoara e in Georgia possono suscitare il panico tra la popolazione ma, come ancora riflette la Filippone Colonna, possono anche provocare un eccesso di incredulità nei confronti di notizie realmente accadute: ad esempio circa un terzo degli americani, al momento della scrittura di questo articolo (2000) non credeva che nel 1969 gli astronauti avessero realmente esplorato la Luna ed era convinto che film e foto di questo avvenimento fossero solo una mistificazione.
    Credo, in effetti, che questa continua macchinazione e manipolazione delle informazioni susciti crescente sfiducia della popolazione nei media.
    Inoltre, vorrei riflettere su un'ultima cosa: se, nel futuro, i russi invadessero realmente la Georgia e se la notizia venisse trasmessa dallo stesso notiziario che aveva divulgato la falsa notizia, la popolazione, reduce dell'inganno precedente, potrebbe crederla una bufala e questo potrebbe avere conseguenze catastrofiche su di essa.

    Claudia Agostino

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