giovedì 24 giugno 2010

Repubblica.it: Mr.Facebook "La privacy valore superato"

"La nostra missione è quella del web: connettere le persone. Abbiamo fatto errori, ecco i nostri progetti" di Ernesto Assante: http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/06/23/news/intervista_a_zuckerberg-5098864/?ref=HRERO-1

5 commenti:

  1. Provando a mettere momentaneamente da parte il discorso sulla privacy, mi soffermerei in base alla lettura dell’articolo di repubblica, sul motivo del forte successo di facebook.
    Impossibile elencare la miriade di questioni che ,a mio parere, hanno contribuito sinergicamente a questo successo, ma il concetto del CAPITALE SOCIALE su quale fa leva facebook è centrale.
    Esso è un concetto relativamente recente della sociologia contemporanea.
    Semplificando brutalmente vuol dire che le persone nel loro processo di socializzazione (amici, famiglia, lavoro) acquisiscono un insieme consistente di contatti e legami con le persone che costituiscono il cosiddetto capitale sociale;Ed è per questo motivo che la piattaforma non potrà che “evolversi nel modo in cui gli utenti vorranno”
    Facebook in quanto sito per la connessione sociale, rappresenta un ottimo strumento non solo per mantenere costantemente i contatti con le persone che si frequentano, ma consente anche di ricostruire (quando possibile) il capitale sociale pre-esistente (vecchi compagni di scuola, conoscenze episodiche poi perse di vista ecc.).
    E’ stato spesso definito un vero e proprio palcoscenico (digitale) dove noi costruiamo il nostro ruolo sociale in maniera assolutamente minuziosa: scelta della foto del profilo, scelta degli interessi da inserire nel profilo, scelta delle applicazioni da usare, scelta del criterio con cui accettare inviti da amici o estranei, scelta del linguaggio da adottare e così via dicendo.
    E’ proprio questa natura insita del social network a provocare inevitabili problemi riguardo la privacy, o per esseri più precisi ,riguardo il concetto standard di privacy che come lo stesso Mr. Zuckerberg sottolinea nell’intervista è cambiato radicalmente negli ultimi anni.
    Potremmo osservare che uno degli aspetti che distingue Facebook dagli altri SN è la sua interfaccia super web 2.0, la quale fornisce uno strumento geniale come la “Bacheca”.
    Anche facebook fornisce il servizio di chat, ma potrebbe succedere molte volte, che anche se due soggetti siano connessi e visibili, per comunicare non usino questa, bensì la bacheca.
    Rifletto a tal proposito su come , sia evidente, il continuo trasformarsi dei processi comunicativi.
    Una volta si aveva paura di parlare con una persona…e si telefonava…poi si è avuto paura di telefonare e si sono cominciati a mandare sms, e a chattare…ora, che anche questi mezzi sono entrati nella routine si lasciano post in bacheca…
    Ho notato che le persone sono molto invogliate a comunicare tramite questo nuovo strumento, che come detto rende i messaggi più impersonali ma che sottintende contemporaneamente una forte tendenza egocentrica; ed è questo a mio parere un atro punto determinante.
    Alcune persone avvertono il bisogno di crearsi un palcoscenico virtuale su cui essere al centro dell’attenzione , specie quando il palcoscenico reale è assente.
    Più si va avanti più si riduce il contatto umano a favore dell’apparire, più si va avanti più il significato della parola “vivere” diventa “dare testimonianza della propria esistenza” .
    Con queste premesse il discorso sulla privacy diventa inevitabilmente più difficile e delicato.

    RispondiElimina
  2. Salvatore Cavaliere2 luglio 2010 00:45

    Il discorso sulla privacy è sempre molto complesso da affrontare, e presenta tante sfaccettature che meriterebbero ampie trattazioni. Ad esempio il decreto sulle intercettazioni che viene discusso da mesi nelle aule parlamentari italiane senza trovare una soluzione congrua testimonia la delicatezza della questione.
    Condivido alcune delle dichiarazioni di Zuckerberg rilasciate nell'intervista a Repubblica("la tv è unidirezionale, mentre il web ti consente una forma di partecipazione assolutamente inedita, ti consente di entrare in contatto con tutti, partecipi alle discussioni anche con il governo, e questo non è mai accaduto prima") ed ammetto che alcune delle sua idee hanno rivoluzionato i social network, come la bacheca, citata anche dalla mia collega Miriam. Ma riguardo alla privacy non sono d'accordo, anzi credo sia azzardato identificarsi in un'intera generazione("Per la mia generazione la privacy non è un valore") dimenticando le migliaia di proteste causate dai recenti cambiamenti nelle impostazioni di privacy di Facebook.
    Ho notato che Zuckerberg quando affronta questo argomento si comporta come un esperto politico che promuove le sue ideologie per mezzo di espedienti, cioè "lancia" un'idea o un'azione provocatoria e "aspetta" la reazione dell'opinione pubblica: se questa è positiva va avanti, altrimenti la corregge...("se abbiamo commesso qualche errore lo abbiamo immediatamente corretto").

    Ho trovato un articolo molto interessante che attacca la politica di Facebook e critica il modo in cui il SN "confonde" il termine condivisione con il termine monetizzazione...
    http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-05-14/palese-noncuranza-facebook-privacy-082400.shtml

    Salvatore Cavaliere

    RispondiElimina
  3. L'intervista di "Mr facebook" mi lascia un pò perplessa..E' vero che parla chi come me probabilmente è cresciuto tra i cambiamenti più tecnologici che ci siano mai stati ed è vero anche che a parlare è il suo stesso fondatore..Io stessa sono un'assidua frequentatrice di questa piattaforma,ma sono in parte d'accordo sull'argomento PRIVACY. Quella che i nostri "cari vecchi" intendevano per privacy era più che legittima:d'altronde lo dice stesso la parola,privacy=qualcosa di privato, che si preferisce far rimanere tale e che infastidice chi invece cerca di oltrepassarla.. Oggi la privacy non è che è un valore superato, ma con bacheche, link condivisi, foto assiduamente aggiornate, la privacy non esiste più!Qui poi c'è da cosiderare chi attua un rapporto diligente con questa tecnologia: pubblico ciò che voglio si sappia! Ma purtroppo non è lo stesso approccio che pre-adolescenti(ancora bambini)hanno:si pubblica da un voto a scuola, al primo rapporto sessuale a problemi familiari,e, a mio avviso, se queste cose non hanno bisogno di privacy, allora si è perso proprio il concetto che di essa avevamo. Non è stato raro vedere come la "pubblicità di se stessi" fatta sul social network abbia causato non pochi disagi, discussioni e spesso ha avuto delle ritorsioni su chi non ha abbastanza autostima e sa fregarsene abbastanza del parere della gente che, ahimè, ha lasciato un commento cattivo in bacheca! Personalmente, non vedo che Facebook abbia aspetti negativi o positivi: infatti dipende dall'utilizzo che se ne fa, e per me che la privacy esiste ancora, è errato dire che essa sia un valore superato!

    Matilde Cioppa

    RispondiElimina
  4. Alessia Consiglio5 luglio 2010 18:52

    Con questo articolo appena letto si potrbbero aprire molteplici discussioni con diverse tematiche a seconda di come questo strumento venga interpretato.Possiamo ben capire che facebook entrando nella società "non ha tolto e levato ma ha cambiato tutto"! Si parta dal pressuposto che con l'entrata in scena di questa nuova tecnologia è stata creata una nuova visione del mondo contrastante da quelle precedenti e questo lo ha fatta in un modo impressionante perchè facebook ha creato una vera e propria realtà digitale che risponde ai canoni della rimediazioni ossia dell'imediatezza e dell'ipermediazione. Una realtà digitale dove ogni persona riesce ben esprimere il proprio "sè" perchè questo strumento non ti fa percepire la propria presenza ma diventa un ponte per entrare in contatto con il mondo "reale", o per meglio dire con la principale e predominante "visione del mondo".
    Quindi questa nuova visione del mondo a mio parere ha spazzato via quella precedente proprio perchè questa tecnologia apparentemente ha lasciato libero la persona, dandogli tutto ciò che richiedeva, ma ciò è finzione perche questa tecnologia è nata sperando di avere questi risultati, e forse quello di cui non si aspettava il fondatore era che in pochi anni questa tecnologia avrebbe avuto un primato così veloce.
    Spostandoci sul tema della privacy secondo me facebook è entrato nelle nostre vite con la funzione di creare una nuova visione del mondo...in funzione del "condividere", di conseguenza se vi è questa "qualità" viene meno il concetto di privacy.
    A dir la verità non ho ancora ben capito se questo sia negativo o positivo, posso solo dire che facebook in qualche modo mi eccita e non vi nego che io ho bisogno di condividere tutto pensieri video post e quindi in qualche modo mi sento perte di una generazione che condivide...

    RispondiElimina
  5. Leggendo l'articolo è impossibile considerare come errate alcune affermazioni di Zuckerberg,è vero infatti che il web(e facebook che ora sembra la sua affermazione maggiore)permette una maggiore circolazione di notizie,permette di gestire le notizie con modalità di
    ricezione,lettura,interpretazione assolutamente estranee ai "vecchi" mass media.Facebook svolge(attraverso i vari profili a carattere informativo che alcuni utenti hanno creato) questa funzione oltre a quella di connettere e legare persone tra loro,è estremamente importante,proprio ieri sera,nonostante sia interessata il caso di Sakineh Mohammadi Ashtiani,non mi è stato possibile seguire,per problemi di orario,nessun tg di quelli che trasmessi ad ora di cena ma ho aperto facebook,mi sono indirizzata sui gruppi nati contro la lapidazione di questa donna e lì ho potuto accedere alle ultime notizie che mi interessavano e cercavo.Questo è senza dubbio un vantaggio enorme ma non deve essere considerato come una sorta di scambio paritario col sito(Facebook)...mi spiego meglio:se facebook mi consente di accedere ad informazioni che cerco in un contesto "non ordinario" (perchè facebook non è un notiziario e non è nato per assolvere questa funzione)ciò non implica che possa venire meno su questioni importanti e che toccano personalmente gli utenti,come appunto quella della privacy.Non tutti gli appartenenti alla nuova generazione condividono infatti il pensiero del fondatore di Facebook riguardo alla privacy,ci sono ancora persone(tra cui la sottoscritta) per cui la privacy ha un alto valore e non è giusto svenderla(anche solamente a parole)come Zuckerberg fa,a mio avviso,in questo articolo.Io personalmente sono iscritta a facebook da circa un anno,pubblico,condivido link,immagini,scrivo note ma ho inziato a fare ciò soltanto dopo aver "chiuso" gli accessi al mio profilo a persone non autorizzate da me.Le informazioni che condivido con tutti gli utenti(anche miei stessi amici)sono poche rispetto a quelle che pubblico e rendo visibili solo a una cerchia ristretta di persone,lo stesso vale per le foto e tutto il materiale che posto.Non so quanto effettivamente facebook possa davvero difendere la privacy dei propri utenti dagli stessi organizzatori del sito web e forse con questo dubbio che ho non avrei neppure dovuto crearmi un account facebook e condividere infomazioni e altro,ma all'impulso di mostrare qualcosa di sè ha comunque vinto...anche se non del tutto perchè ho deciso(per quanto il sito mi ha concesso)di proteggere la mia privacy.

    RispondiElimina