martedì 7 aprile 2009

No Animals Were Hurt, film dipendente dalla rete.

Alan Turing, lo scienziato inglese inventore della prima macchina in grado di elaborare le istruzioni di un linguaggio di programmazione (il primo prototipo di un computer), non avrebbe mai immaginato che la sua vita sarebbe stata raccontata in un film come quello realizzato da Peter Brinson. No Animals Were Hurt, questo il titolo, non è esattamente quello che potremmo aspettarci da un documentario commemorativo, è piuttosto un'indagine sulle potenzialità di una narrazione realizzata attraverso i nuovi media, indagine condotta nel solco del progetto Soft Cinema di Manovich. Nel film di Brinson le immagini viaggiano troppo velocemente mentre il sonoro procede ad una velocità normale, tuttavia, ad ogni nuovo visitatore del sito che ospita il video, le immagini rallentano un poco e così via fino al raggiungimento di un certo numero di visitatori, momento nel quale audio e video procederanno alla stessa velocità. Anche la lunghezza è determinata dal numero di visitatori, si aggiunge infatti un nuovo frame ogni cinquanta visite e per completare la storia bisogna attendere il raggiungimento del cinquecentesimo visitatore.
Altro aspetto interessante del progetto del filmmaker californiano è rappresentato dall'enfasi accordata al concetto di visitatore unico: solo la prima volta che un computer si connette al sito è in grado di sbloccare un frame, mentre nelle visite successive non produrrà alcun avanzamento della storia. Brinson, in pratica, applica alla propria narrazione la stessa logica sottesa ai principali strumenti di rilevamento del traffico su Internet ed implicitamente incoraggia a coinvolgere più persone possibili, affinché, attraverso le loro visite uniche, sia possibile togliere il velo sulla misteriosa conclusione della controversa storia di Turing.
Vito Campanelli

(fonte: http://www.neural.it/art_it/2006/01/no_animals_were_hurt_film_dipe.phtml)

Nota: Attualmente tutti i frame del video sono "sbloccati" ed è dunque possibile fruirlo nella sua interezza all'indirizzo del progetto: http://www.noanimalswerehurt.com/

3 commenti:

  1. maria grimaldi8 aprile 2009 19:00

    The film is over. This computer has unlocked above frame 3566.
    Veramente originale come cosa!!!spero che tutti gli altri partecipanti al blog facciamo infretta a vederlo in modo tale da riuscire ad arrivare lla fine!!!!!speriamo bene!!!
    In pochi minuti riece a fare un resoconto della vita di Turing ma le immagini arrivano fino alla mela avvelenata ma il sonoro no si ferma alla narrazione dell'intelligenza umana contro il computer...
    C'è anche scritto passate la voce ai vostri amici..
    Io lo sto facendo ,mi raccomado..riusciamo ad arrivare alla soluzione di questo "enigma" finale!!
    MARIA GRIMALDI

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  2. MARIA GRIMALDI8 aprile 2009 19:16

    Visto che la conclusione già la sapevo dopo aver letto la biografia di Turing ho comunque ricliccato E ho rivisto la versione completa di tutto il contenuto del filmaker.!!!

    The more views the film receives, the closer it gets to telling Alan Turing's story.
    The picture plays too quickly while the sound plays at normal speed, but with each visitor the picture slows. After enough visitors, the sound and picture will play at equal speeds, allowing the story to finish.
    Each unique visitor unlocks one frame, out of the total 5000. Each time 5000 is exceeded, the counter is reset. Currently, after 28566 visitors, the film is 72% its proper length.
    If a computer returns to the site, it may view the movie, but does not unlock an additional frame. This film does contain blank (black) frames. Because it has received so many hits, the full version is now available on the home page.(tratto dal tasto a "ABOUT" del sito del film)

    MARIA GRIMALDI

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  3. Elena Camperlingo12 aprile 2009 19:29

    Anche io ho guardato entrambe le versioni; devo dire che l'idea di realizzare un film in cui le immagini rallentano e procedono coerentemente insieme al sonoro, a seconda del numero dei visitatori, è davvero innovativa.
    Concordo nel fatto che l'intenzione primaria di Peter Brinson è evidentemente quella di esaltare un mezzo di narrazione del tutto originale, e poi quella di commemorare un grande matematico e logico come Alan Turing.
    Personalmente non avevo mai visto un documentario di questo tipo; perciò all'inizio ho trovato l'idea un pò restrittiva, nel senso da escludere al singolo visitatore la visione completa del film.
    Poi invece,guardandolo, mi sono incuriosita e ho pensato che Brinson ha trovato uno stratagemma nuovo per cercare di coinvolgere quante più persone possibili, nel tentativo di sbloccare il video. Un' idea avvincente che stimola a scoprire il finale della storia; la stessa biografia di Turing sembra avere un sapore misterioso (dalla decifrazione dei messaggi nazisti alla mela avvelenata). Un vero e proprio giallo da risolvere!

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