giovedì 2 aprile 2009

Corriere.it: Le ragazze Enigma che sconfissero Hitler

Dopo 70 anni svelata l'identità delle donne che decrittarono le comunicazioni naziste.

http://www.corriere.it/esteri/09_marzo_26/enigma_calcolatore_hitler_stefano_montefiori_15b2fc9e-1a4d-11de-a7d3-00144f486ba6.shtml

6 commenti:

  1. Giulia Eleonora Zeno2 aprile 2009 21:29

    Da wikipedia

    Enigma fu una macchina per cifrare (e decifrare) elettro-meccanica, al servizio delle forze armate tedesche. La sua facilità d'uso e la sua presunta indecifrabilità furono le maggiori ragioni per il suo ampio utilizzo. Nonostante sia stata modificata e potenziata nell'arco del suo utilizzo, persone come Marian Rejewski prima e Alan Turing poi, riuscirono a violare la cifratura tedesca fornendo importantissime informazioni all'alleanza.

    Storia:
    La macchina Enigma fu sviluppata da Arthur Scherbius in varie versioni a partire dal 1918 quando ottenne il brevetto, ispirandosi al disco cifrante di Leon Battista Alberti. La prima versione misurava appena 34 x 28 x 15 cm ma aveva un peso vicino ai 12 kg.

    Egli creò una società, la Scherbious & Ritter, a Berlino per produrre tale macchina e mise in vendita la prima versione commerciale nel 1923. Sebbene i crittogrammi prodotti fossero effettivamente indecifrabili per l'epoca, molti commercianti e uomini d'affari pensarono che l'alto costo della macchina non giustificasse la possibilità di avere messaggi sicuri.

    Dopo la scoperta da parte dei tedeschi del fatto che le comunicazioni navali della Prima Guerra Mondiale erano state decriptate dalla Gran Bretagna anche tramite dei codici scoperti dopo l'affondamento di un incrociatore tedesco, il governo tedesco pensò che fosse arrivata l'ora di affidarsi ad un sistema sicuro per criptare i propri messaggi importanti.

    Scherbius realizzò quindi una versione diversa dalla precedente, con i circuiti degli scambiatori modificati per impedire che le macchine già vendute fino a quel momento potessero cadere in mani nemiche, permettendo così la decodifica dei messaggi tedeschi.

    Diversi esemplari furono acquistati dalla Marina Militare tedesca nel 1926, poi nel 1929 il dispositivo venne acquisito dall'Esercito, e da allora in poi praticamente da ogni organizzazione militare tedesca e dalla maggior parte della gerarchia nazista.

    Versioni di Enigma furono usate per quasi tutte le comunicazioni radio tedesche, spesso anche per quelle telegrafiche, durante la guerra (perfino i bollettini meteorologici vennero cifrati con Enigma).

    Si dice che gli spagnoli (durante la Guerra civile) e gli italiani (nella Seconda Guerra Mondiale) usassero la versione commerciale, non modificata, per le comunicazioni militari. Questo però era sconsigliabile, dato che si trattava della prima versione di Enigma, meno sofisticata e già decifrabile grazie al metodo scoperto da Marian Rejewski.

    Nel novembre del 1931 Hans-Thilo Schmidt, impiegato tedesco che poteva accedere alla macchina Enigma militare, aveva fornito ai francesi due documenti, chiamati Gebrauchsanweisung für die Chiffriermaschine Enigma e Schlüsselanleitung für die Chiffriermaschine Enigma che erano una specie di manuali di istruzioni della macchina tramite i quali e tramite altre informazioni recuperate dall'intelligence francese, si poteva cercare di ricostruire Enigma.

    La Francia, visti gli schemi e cosa avrebbero dovuto decifrare, decise che il meccanismo era troppo complesso per essere decifrato dai propri crittoanalisti e non si preoccupò neanche di finire la realizzazione di un prototipo della macchina. La Polonia, invece, sapeva che se la Germania avesse iniziato una guerra, essa sarebbe stata la prima ad essere attaccata, e chiese alla Francia i progetti e tutto ciò che era stato recuperato per la realizzazione di un prototipo e per provare a violare il codice. Vista la natura tecnologica di Enigma, il Buro Polacco decise di interpellare gli accademici della vicina Università Poznań, sottoponendoli ad un test per trovare le persone più adatte a decrittare Enigma.

    I servizi segreti polacchi riuscirono così a decifrare Enigma, grazie all'unica debolezza del sistema cifrante, e cioè che nessuna lettera poteva mai comparire nel testo cifrato come sé stessa: l'intelligence polacco, guidato dal matematico Marian Rejewski progettò una macchina apposita chiamata Bomba, per estrarre da un messaggio enigma le chiavi di regolazione della macchina che lo aveva cifrato e quindi poterlo decifrare a loro volta. I tedeschi però cambiarono il funzionamento di Enigma introducendo un set di cinque rotori, di cui ne venivano usati tre diversi ogni giorno: questo moltiplicava per sessanta le combinazioni possibili e la bomba polacca non poteva affrontare un tale incremento di complessità.


    Dopo l'invasione della Polonia, nel 1939, il progetto venne passato agli inglesi, i quali organizzarono un'attività di intercettazione e decifrazione su vasta scala delle comunicazioni radio tedesche a Bletchley Park e con l'aiuto di grandi matematici come Alan Turing, riprogettarono la Bomba e idearono diversi metodi per forzare le chiavi di codifica tedesche, che davano come prodotto il testo in chiaro noto con il nome in codice Ultra. Nel 1944, un'ulteriore evoluzione della bomba portò all'introduzione del calcolatore Colossus.

    Funzionamento:
    La macchina Enigma aveva l'aspetto di una macchina per scrivere con due tastiere: una vera inferiore, e la seconda fatta di lettere luminose che si accendevano ad ogni tasto premuto sulla tastiera: la sequenza delle lettere che si illuminavano dava il messaggio cifrato (o quello in chiaro, se si batteva il testo cifrato).
    Il suo funzionamento si basava su tre dischi cablati, detti rotori, che avevano 26 contatti per lato (uno per ogni lettera dell'alfabeto tedesco): i cablaggi dei dischi mettevano in comunicazione ciascuna lettera su un lato con una lettera sull'altro lato. I dischi erano collegati insieme da un meccanismo simile ad un odometro: il primo disco ruotava di una lettera ad ogni pressione di tasto, il secondo ruotava di una lettera ogni volta che il primo compiva un giro e il terzo ruotava di una lettera quando il secondo finiva un giro. Il terzo e ultimo rotore era collegato a un riflettore che, cablato come un rotore, scambiava il contatto della lettera del terzo rotore e rispediva indietro il contatto attraverso tutti e tre i rotori: quindi la tensione applicata al contatto della lettera premuta dall'operatore sulla tastiera veniva applicata sul contatto corrispondente del primo rotore e usciva dallo stesso rotore attraverso un altro contatto, diretta stavolta verso una delle lampadine di Enigma.
    Oltre a questo, Enigma poteva essere regolata con degli spinotti per scambiare fra loro dieci lettere con altre dieci a scelta, per maggior sicurezza; infine i contatti di ogni rotore da una faccia all'altra potevano venire sfalsati a piacere.
    [...]

    Ho inoltre trovato un sito dove è presente la macchina virtuale enigma a 3 rotori per scopi dimostrativi, il link della pagina web è il seguente:
    http://critto.liceofoscarini.it/critto/js/enigma.html

    Giulia Eleonora Zeno

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  2. Concetta Clemente3 aprile 2009 18:07

    Su questo sito troverete tutta la storia riguardante la macchina crittografica Enigma e alcune foto di questo antico mezzo di comunicazione.

    http://www.telecomunicazioni.unicas.it/Mostra_Enigma

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  3. Marina Francese4 aprile 2009 16:39

    http://dizionario.babylon.com/Enigma%20(crittografia)

    Definizione di Enigma (crittografia:
    Enigma fu una macchina per cifrare (e decifrare) elettro-meccanica, al servizio delle forze armate tedesche. La sua facilità d'uso e la sua presunta indecifrabilità furono le maggiori ragioni per il suo ampio utilizzo. Nonostante sia stata modificata e potenziata nell'arco del suo utilizzo, persone come Marian Rejewski prima e Alan Turing poi, riuscirono a violare la cifratura tedesca fornendo importantissime informazioni all'alleanza.


    http://www.girovagandointrentino.it/puntate/2003/inverno_2003_2004/museo_guerra/enigma2.htm
    Un Enigma da risolvere
    Mini storia della crittografia: da Erodoto a Enigma
    Erodoto è il primo testimone nell'antichità dell'importanza della crittografia in guerra: nelle sue "Storie" racconta di Isteo, nobile persiano, che per far giungere delle istruzioni segrete al tiranno di Mileto Aristagora, fece rasare il cranio ad un fidato corriere per tatuargli il messaggio sulla pelle. A capelli ricresciuti il messaggero fu mandato a destinazione. Erodoto ci descrive un altro sistema usato dai greci, quello delle tavolette di cera a due strati sovrapposti: il primo aveva inciso il messaggio, il secondo copriva il testo dando l'impressione di una tavoletta vergine. La prima macchina cifratrice di cui si abbia notizia fu inventata da un italiano nel XV secolo: Leon Battista Alberti progettò il "disco cifrante": si trattava di due dischi di rame di diametro diverso, con l'alfabeto inciso lungo la circonferenza di entrambi ed infilati in un perno. Ruotando i due dischi gli alfabeti assumevano posizioni relative diverse: alla "A" poteva corrispondere la "E", alla "B" la "F" eccetera. Stabilita col ricevente la posizione relativa dei due alfabeti era molto semplice e veloce crittare e decrittare i messaggi. Nel 1918, cioè 500 anni più tardi, l'ingegnere elettrico tedesco Arthur Scherbius brevettò una macchina cifratrice basata sull'evoluzione elettromeccanica del congegno dell'Alberti, che battezzò "Enigma".
    La macchina consentiva miliardi di combinazioni cifranti che rendevano praticamente impossibile, anche a chi avesse avuto la stessa macchina, di interpretarne i relativi radiomessaggi. Convinto dell'inviolabilità dei crittogrammi generati da Enigma, Scherbius propose la sua invenzione a industriali e militari tedeschi, incontrando però una reazione scettica da parte di tutti. Gli uni ritenevano il costo dell'apparecchiatura eccessivo, gli altri erano convinti di possedere già dei codici di cifratura sicuri. Fu Winston Churchill, con il suo libro "Il mondo in crisi" del 1923, a scuotere le certezze dell'esercito tedesco: in un capitolo raccontò infatti come gli inglesi entrarono in possesso di materiale crittografico tedesco e come i crittoanalisti inglesi e americani furono in grado di tradurre senza difficoltà le comunicazioni della flotta tedesca già dal 1914. Fu questo un elemento determinanate che contribuì a far vincere la guerra agli alleati.
    Questo grave smacco convinse le forze armate tedesche ad sviluppare in modo più approfondito il sistema Enigma, che divenne ben presto il sistema di crittografia ufficiale tedesco. All'inizio della Seconda Guerra Mondiale l'esercito tedesco faceva uso delle comunicazioni crittografate ritenute più sicure del mondo. L'inventore di Enigma peraltro non poté godere del successo della sua creatura: morì nel 1929 in un incidente con il suo calesse. I crittografi tedesci erano così convinti della sicurezza del loro sistema che commetterono diverse ingenuità, tra le più gravi quella di usare troppo a lungo la stessa "chiave" di cifratura. La tenacia dei crittografi britannici e del gruppo di lavoro del grande matematico inglese Alan Turing, con la collaborazione del matematico polacco Marin Rejewsky e l'aiuto di calcolatori elettromeccanici detti "bombes", permise all'intelligence inglese di decifrare una buona parte di importanti messaggi in codice dell'esercito del Reich.
    La decifrazione dei messaggi del Reich fu certamente un fattore di estrema importanza : lo storico inglese Sir Harry Hinsley sostiene che "...se la Government Code and Cypher Scool non fosse riuscita a decifrare i crittogrammi di Enigma, la guerra sarebbe finita nel 1948, invece che nel 1945".

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  4. MARIA GRIMALDI8 aprile 2009 11:24

    DOPO aver letto dal corriere della sera del 27/3/09 l'interessante ricostruzione dei sistemi di intelligence che permisero alla Gran Bretagna di intercettare a capire i codici segreti nazisti.Questo fu reso possibile grazie alla scoperta dello scienziato Alan Turing, che progettò la macchina in grado di decrittare il codice Enigma.
    L'Enigma è una macchina simmetrica, nel senso che se la lettera A è cifrata con la G in una certa posizione del testo allora nella stessa posizione la G sarà cifrata con la A. La stessa macchina serve quindi per cifrare e decifrare; una grossa comodità operativa che è però anche una debolezza crittografica.
    La macchina ha al suo interno un certo numero di rotori (nella prima versione erano 3) collegati elettricamente e liberi di ruotare,quando l'operatore preme un tasto p.es. la A un segnale elettrico passa da rotore a rotore fino al rotore finale detto il riflettore e quindi torna indietro fino a mostrare una lettera illuminata che è il carattere cifrato. Non esiste possibilità di stampa, dunque l'operatore deve copiare a mano, carattere per carattere il messaggio cifrato da trasmettere.
    La chiave dell'Enigma è la disposizione iniziale dei rotori; questa chiave veniva cambiata ogni 24 ore secondo una regola prefissata; in definitiva la vera chiave segreta era questa regola. Anche i collegamenti interni dei rotori sono segreti.
    Inoltre i tre (o più) rotori possono essere scambiati tra di loro, e quindi vi sono n! (3! = 6 nella Enigma originale) disposizioni possibili, cosa che aumenta il numero di posizioni iniziali possibili. Era anche consigliato di tenere una scorta di rotori con cablaggi diversi, in modo da poter aumentare ancora il numero di combinazioni possibili.
    Il 25 luglio 1939 nell'imminenza dell'attacco tedesco alla Polonia si tenne a Varsavia una riunione tra gli uffici cifra polacchi, francesi e inglesi, nella quale i polacchi misero a disposizione degli alleati i loro metodi per forzare l'Enigma. Nello stesso anno gli inglesi avevano trasferito nel villaggio di Bletchley Park a metà strada tra Oxford e Cambridge la sede del loro servizio di decrittazione, noto con il nome di Ultra. Partecipava attivamente a Ultra il matematico inglese Alan Turing (1912-1954), noto soprattutto come padre dell'informatica teorica per la sua macchina di Turing, che ideò nuove e più efficienti bombe crittologiche così che l'Enigma fu nuovamente e sistematicamente forzata. Nel 1942 si arrivò a decrittare più di 80000 messaggi cifrati tedeschi al mese!! Questa impresa restò per molti anni coperta dal segreto militare e solo a partire dagli anni '70 cominciò ad emergere la vera storia dell'Enigma e della sua decrittazione; e non è inverosimile che non tutti i dettagli siano stati resi pubblici. In particolare il ruolo dei polacchi fu riconosciuto pubblicamente solo nel 1989 in un discorso a Danzica dell'allora Presidente USA George Bush [Senior].Contrariamente a quello che si legge su alcuni libri e siti web, non hanno viceversa nulla a che fare con la disfatta dell'Enigma i Colossi, vere e proprie macchine calcolatrici programmabili che furono progettati specificamente per forzare la ben più sofisticata macchina Lorenz usata dagli alti comandi tedeschi.L'aver forzato, sin dall'inizio della guerra, l'Enigma (nonchè altri cifrari tedeschi e giapponesi) fu un fattore di grande importanza per la vittoria degli anglo-americani nella II guerra mondiale.

    Io per capire meglio la funzionalità di questa macchiana sono andata su you tube e ho cliccato su NADIA BAKER & ENIGMA DEMO veramente interessante e soprattutto fa una chiara spiegazione dell'uso di questa macchina.
    consiglio a tutti voi di andare a cliccare per avere una maggior chiarezza.
    MARIA GRIMALDI

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  5. Elena Camperlingo14 aprile 2009 15:28

    La Crittografia è una Scienza che si occupa dell'elaborazione di sistemi di scrittura segreti, comprensibili solo a chi è a conoscenza del codice, vale a dire del metodo per ricavare il significato nascosto di un testo apparentemente incoerente. Nel suo senso più ampio, la crittografia comprende messaggi nascosti, cifrati e in codice. I messaggi nascosti, una volta scoperti, sono generalmente i più semplici da decifrare; ne sono un esempio i messaggi scritti con inchiostri invisibili (inchiostri simpatici). Quelli in codice invece, in cui parole e frasi sono rappresentate da combinazioni predeterminate di lettere, numeri e simboli, sono impossibili da leggere in mancanza del relativo cifrario.
    La crittografia ha origini antiche. Tra le prime testimonianze di sistemi crittografici si cita la consuetudine di alcuni scribi ebrei di invertire le lettere dell'alfabeto, utilizzando l'ultima lettera in luogo della prima, la penultima in luogo della seconda, e così via. In Grecia, a Sparta, gli efori comunicavano con i generali per mezzo di messaggi scritti sui bordi di una striscia di pergamena avvolta intorno ad appositi supporti. Una volta svolta, la striscia poteva essere letta solo facendo combaciare i bordi nello stesso modo, intorno a un identico supporto. Secondo quanto riportato da Svetonio, anche Cesare adottava una tecnica crittografica per proteggere i propri messaggi di carattere militare, utilizzando un alfabeto traslato di quattro posti rispetto al normale, mentre Augusto sostituiva ogni lettera dell'alfabeto con quella immediatamente successiva. Alcuni metodi crittografici moderni, infine, sfruttano tuttora il quadrato di Polibio, un sistema in cui le lettere dell'alfabeto sono disposte all'interno di un quadrato 5 x 5, e associate a coppie di coordinate che ne identificano la posizione.
    Le tecniche crittografiche trovarono e trovano tuttora largo impiego in diversi campi, primi fra tutti quello diplomatico e quello militare. Esistono oggi sistemi diversi per la cifratura dei messaggi, ma in generale tutti si possono ricondurre alle tecniche dette di trasposizione e di sostituzione.
    http://it.encarta.msn.com/encyclopedia


    La macchina Enigma nasce molto prima della Seconda guerra mondiale e non nasce neanche per scopi militari. Il suo inventore infatti, l’ingegnere berlinese Scherbius, l’aveva creata pensando ai grandi industriali visto il montare, subito dopo la fine della Prima guerra mondiale, del nuovo fenomeno dello spionaggio industriale. La prima macchina Enigma venne esposta al congresso internazionale dell’Unione Postale del 1923 e poi messa in commercio. Tra gli acquirenti, inaspettatamente, gli stati maggiori degli eserciti di vari paesi: Germania, Giappone, Polonia, Stati Uniti.

    Enigma era così sofisticata che nessuno credeva possibile la decrittazione dei suoi messaggi: il modello iniziale aveva solo tre rotori (poi diventeranno cinque e più) e già così si arrivava a circa 150 trilioni (cioè 150 milioni di milioni di milioni) di combinazioni diverse. Una cifra tale rendeva Enigma universale: poteva essere usata da nazioni diverse senza che gli altri possessori della macchina avessero particolari possibilità di capire quale delle infinite chiavi cifrate era stata utilizzata. E tutto sarebbe andato liscio se non fosse stato per un curioso personaggio, amante dei soldi e delle donne: si chiamava Hans Thilo Schmidt.

    Nel novembre 1931, la Germania era ancora una repubblica democratica. Hitler e il nazismo sarebbero arrivati al potere solo 14 mesi più tardi.
    Quindi le ragioni che indussero Hans Thilo Schmidt a passare ai servizi segreti francesi i manuali operativi di Enigma in uso presso le forze armate tedesche non furono politiche ma economiche.
    Amante della bella vita, Schmidt non si accontentava del suo stipendio di funzionario dell’Ufficio Cifra dell’esercito tedesco. I francesi pagavano così bene che Schmidt continuò a passar loro informazioni fino al 1943 quando, scoperto dalla polizia nazista, si suicidò in carcere per evitare le torture.

    Come abbiamo visto il numero di combinazioni offerto da Enigma era tale che anche con i manuali di utilizzo non era semplice capire quale chiave fosse stata utilizzata per criptare un determinato messaggio. Anche perché è buona norma in questi casi cambiare chiavi di cifratura costantemente, anche più volte al giorno.
    Quindi i primi documenti passati da Schmidt, pur utili, non potevano essere decisivi.
    Se ne accorsero i francesi, che li avevano comprati, quando dovettero arrendersi al fatto che non riuscivano a venire a capo di nulla. A chi chiedere aiuto? Già pochi mesi il primo incontro tra Schmidt e gli agenti francesi si sviluppò una strana triangolazione: Schmidt dava i documenti ai francesi e questi li passavano all’ufficio Cifra del governo polacco a Varsavia. A Varsavia infatti operava un agguerrito gruppo di crittografi che nell’agosto 1932 violò per la prima volta Enigma. Ma si trattava di vittorie "sui generis": come accadrà anche in seguito, il vero problema, oltre a capire quale chiave fosse stata utilizzata nel caso in esame era anche quello della velocità. Conoscere in tempo reale o quasi il senso delle comunicazioni intercettate era ovviamente di vitale importanza mentre i polacchi spesso riuscivano a fatica a capire il senso di messaggi scambiati mesi o settimane prima.
    Insomma, in caso di guerra tutto il lavoro fatto non sarebbe servito a nulla

    A peggiorare le cose tra il 1937 e il 1938 Marina ed esercito tedeschi mutano il sistema di base delle proprie trasmissioni e trasformano le macchine Enigma da tre rotori a cinque. Per Polacchi e Francesi il danno è ancora più grande perché proprio in quegli anni si sviluppa la politica aggressiva della Germania Nazista verso gli stati vicini e, nel settembre 1939, scoppia la Seconda guerra mondiale.

    Quindi nel momento di maggior bisogno né francesi, né gli inglesi né i polacchi erano in grado di decrittare i codici tedeschi. La Polonia fu invasa nel giro di pochi giorni e il 6 settembre i crittoanalisti polacchi fuggirono da Varsavia.
    Il mese successivo il gruppo si ricostituì in Francia.
    E per la prima volta francesi, inglesi e polacchi iniziarono a lavorare insieme al progetto. La cosa curiosa è che fino allo scoppio della Seconda Guerra mondiale, sebbene fossero legati dal comune interesse anti-tedesco e da patti di alleanza e mutuo soccorso, i polacchi non rivelarono i loro progressi nella decifrazione di Enigma ai francesi e agli inglesi che, da parte loro, avevano già avviato, qui a Bletchley Park, un centro di ricerca fin dal 1938.

    A Bletchley Park la guerra era combattuta in modo particolare ma anche qui non mancarono vittorie e sconfitte. Infatti, era in atto una delicata partita a scacchi tra gli inglesi che cercavano di decrittare il più velocemente possibile i messaggi dei tedeschi e, dall’altra parte, i tedeschi che – pur senza immaginare quanto fosse vulnerabile il loro segreto - comunque cambiavano di continuo le chiavi e perfezionavano le macchine, rendendo così vani molti successi ottenuti qui.

    Ma, mese dopo mese, per quanti sforzi facessero i tedeschi, ogni cambio dei parametri di regolazione di Enigma veniva "recuperato" dagli uomini di Bletchley Park sempre più rapidamente.
    E questo grazie ad una intuizione di un giovane matematico, destinato a diventare uno dei grandi geni del XX secolo: Alan Turing.

    Sviluppando un sistema messo a punto dai crittografi polacchi, nel 1940, Turing ideò le cosiddette "Bombe", cioè delle macchine che contenevano vari gruppi di rotori simili a quelli di Enigma che, girando a forte velocità, calcolavano velocemente tutte le combinazioni possibili. Con la messa a punto di "The Bombe", l’ago della bilancia iniziò a pendere decisamente a favore degli uomini di Bletchley Park.

    Nel 1940, Alan Turing ha 28 anni ed è già a capo della sezione di ricercatori che si occupa di decrittare le macchine Enigma usate dalla Marina tedesca.
    E’ un tipo geniale e bizzarro: ad esempio gira per Bletchley Park in bicicletta indossando una maschera antigas ed ha un curriculum scolastico non brillantissimo. Al ginnasio era stato bocciato proprio in matematica. Il suo professore aveva motivato così la decisione: "Perde tempo in ricerche di matematica superiore a scapito dello studio di quella elementare.
    I suoi elaborati sono sporchi e disordinati".
    Oggi Alan Turing è ricordato come un autentico genio oltre che il profeta dell’intelligenza artificiale, da lui teorizzata già negli anni Trenta quando non era stato ancora creato il primo computer.

    Turing è rimasto a lungo un genio incompreso.
    Solo un paio d’anni fa l’Inghilterra gli ha dedicato una statua. Mentre era in vita, a titolo di ringraziamento per i suoi servizi, fu decorato prima con l'Ordine dell'Impero Britannico, poi fu nominato membro della Royal Society, ed infine – nel dopoguerra – fu processato per atti osceni in quanto omosessuale e condannato ad una cura ormonale che lo rese impotente e gli fece crescere il seno. Emarginato e solo,
    Turing entrò in depressione e morì, in circostanze non del tutto chiare, nel giugno 1954, a 42 anni. La statua che gli è stata dedicata, a Manchester, lo ritrae con una mela in mano.
    La versione ufficiale infatti vuole che abbia, più o meno volontariamente, ingerito del cianuro accompagnandolo ad una mela.
    Ma una biografia recente adombra l’ipotesi che Turing, detentore di importanti segreti ma ritenuto incontrollabile, fosse diventato un possibile pericolo per la sicurezza dai servizi segreti inglesi, che avrebbero così inscenato un suicidio per liberarsi dell’ingombrante scienziato.

    La morte di Turing non è che uno dei tanti misteri legati alla storia di Enigma.
    A Londra, o meglio sotto Londra, esiste un particolarissimo Museo: si chiama Cabinet of War.
    In pratica era il quartier generale inglese durante la Seconda guerra mondiale: qui si riuniva il Gabinetto di guerra presieduto da Winston Churchill. Siamo a parecchi metri sottoterra: si trattava, all’epoca di una misura precauzionale ovvia perché per gran parte della Seconda guerra mondiale, Londra fu sottoposta a pesanti bombardamenti da parte dei tedeschi. Qui confluivano tutte le informazioni provenienti da Bletchley Park e qui si decise come sfruttarle…

    Un recente sondaggio ha indicato in Winston Churchill il più grande inglese di tutti i tempi. Ma questo non vuol dire che l’ex primo ministro non abbia avuto e non abbia, anche in patria, più di un critico. In particolare, si è accusato il governo inglese di aver fatto delle scelte per così dire "difficili" per non far capire al nemico che Enigma era stato violato. Si è detto che si permisero alcuni attacchi, si misero nel conto alcune sconfitte pur di mantenere il segreto.
    Ma altre volte Churchill è stato accusato di aver fatto un uso disinvolto delle informazioni ricevute: ad esempio, circa dieci anni fa, l’apertura di alcuni archivi ha fatto pensare alcuni studiosi che Churchill, benché informato dell’attacco giapponese contro gli americani a Pearl Harbour (dicembre 1941), non avvertì il governo Usa perché voleva fortemente che l’America entrasse in guerra e lo aiutasse nella sua lotta al nazismo.

    Churchill venne una sola volta a Bletchley Park: era il 6 settembre 1941. E rimase molto sorpreso dal modo in cui si lavorava: entrò in varie stanze e trovò alcuni scienziati, tra cui Turing, seduti per terra mentre smistavano mucchi di carta. Prima di tornare a Londra,
    Churchill tenne un breve discorso agli uomini che lavoravano e qui.
    Quel discorso cominciò così: "A guardarvi, non si direbbe che siate a conoscenza di un segreto…" Ma la storia di Enigma non sarebbe completa senza un cenno alla guerra sul mare. Spesso a Bletchley Park arrivarono notizie e documenti importanti dopo la cattura di navi o sommergibili tedeschi. Pochi anni fa, un film americano ha scatenato dure polemiche tra Gran Bretagna e Stati Uniti perché la storia raccontata nel film, cioè la cattura di un sommergibile tedesco e la conseguente scoperta dei cifrari nazisti, è una storia che si è ripetuta più volte, soprattutto nell’Atlantico tra il 1940 e il 1943.
    Solo che a compiere quelle azioni erano marinai inglesi, non americani… Forse, se quel film fosse uscito negli anni Sessanta o Settanta gli inglesi non avrebbero protestato tanto. Perché diciamo questo? Perché nella migliore tradizione spionistica, tutta l’operazione Enigma è stata tenuta segreta per decenni dal governo inglese che ha preferito attribuire alla capacità – a volte sopravvalutata – dei suoi generali il merito di tante battaglie vinte. Oppure, come nel caso della Marina Italiana, si è lasciato che si diffondessero sospetti di tradimenti e sabotaggi.

    Insomma, su Bletchley Park è calata una cortina fumogena più spessa della mitica nebbia inglese. Solo alla fine degli anni Settanta sono stati resi pubblici i primi documenti su questa vicenda e l’Imperial War Museum ha dedicato una grande mostra celebrativa alla guerra segreta condotta dagli uomini di Bletchley Park solo nel 1997.

    http://www.raidue.rai.it/R2_popup_voyager-ai confini della conoscenza

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  6. Adele Petrella29 aprile 2009 19:14

    Enigma

    Enigma est une machine électromécanique portable d'origine allemande, faisant appel à des rotors montés sur cylindres pour le chiffrement et le déchiffrement de l'information. Plus précisément, Enigma est une famille de machines, car il en a existé de nombreuses et subtiles variantes. Enigma fut commercialisée en Europe et dans le reste du monde dès le début des années 1920. Elle fut aussi adaptée pour une utilisation par les services militaires et diplomatiques de nombreuses nations.

    Son utilisation la plus fameuse fut celle de l'Allemagne nazie et de ses alliés, avant et pendant la Seconde Guerre mondiale.

    http://fr.wikipedia.org/wiki/Enigma_(machine)

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